19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

“Siamo poliziotti”. E gli rubano un lingotto d’oro


TARANTO – Si sono spacciati per poliziotti e lo hanno ripulito di oro e monili, portandogli via anche la mercedes. Il colpo è stato messo a segno all’alba sulla strada che collega Grottaglie a Taranto. Nel mirino un orafo che a quell’ora era a bordo della sua Slk. Alle prime luci dell’alba è stato affiancato da una vettura scura con tanto di lampeggiante e con la scritta Polizia sul lato. Dalla macchina gli hanno fatto segno di fermarsi con una paletta. E lui ha prontamente ubbidito. Sono scesi due uomini. “Siamo poliziotti, dobbiamo fare un controllo” – hanno detto. I finti agenti hanno accuratamente perquisito la vettura e poi anche l’uomo. Ma il modo di fare di quei poliziotti ha insospettito l’orafo che ha cominciato a temere di essere caduto in trappola.

E infatti i malviventi gli hanno tolto un lingotto d’oro di due chili e mezzo che lui portava in una custodia allacciata alla cintola. In più hanno arraffato alcuni orologi e monili. Prima di abbandonare la vittima sul ciglio della strada uno dei rapinatori è saltato sulla mercedes e si è allontanato con i compari a bordo dell’auto civetta fasulla. Al malcapitato orafo non è rimasto altro da fare che chiedere aiuto. Sul posto sono subito arrivati i poliziotti della squadra volante, questa volta veri, che hanno accompagnato la vittima in questura per sporgere denuncia. Agli agenti ha raccontato punto per punto la sua disavventura. Immediatamente sono scattati controlli sulle strade alla ricerca della fantomatica auto della Polizia fasulla. Ma dei rapinatori, che si sono portati via un bottino di circa 150.000 euro, tra oro, monili e auto, nessuna traccia. Quella scattata stamattina è l’ennesima rapina in strada che si registra a Taranto e provincia. Lunedì nella rete era caduto anche un uomo di fiducia dell’imprenditore Enzo D’Addario. Anche nel suo caso i malviventi lo avevano pedinato e lo avevano rapinato dopo che aveva prelevato dall’ufficio postale centrale 50.000 euro tra contanti e assegni. Su entrambi gli episodi indagano gli uomini della Squadra Mobile, diretti dal dottor Pititto.

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