Cronaca

Spartan Race, violata la palude “La Vela”

Il Wwf chiede la testa di chi ha autorizzato il passaggio nell’Oasi


Si accende una polemica ambientalista sulla Spartan Race.

Il Wwf protesta a gran voce per il traumatico impatto che la gara ha avuto sulla Palude La Vela. E hicede senza mezzi termini la rtesta di chi ne ha autorizzato il passaggio. «La gara podistica – si legge in una dichiarazione rilasciata da Wwf Taranto, Comitato Scientifico Wwf Taranto, Comitato promotore Eco.Pa.Mar., Comitato Verità per Taranto – è stata molto importante per Taranto, ed il Wwf Taranto crede nelle possibilità di sviluppo ed apertura del territorio alle attività turistiche e della mobilità lenta compatibile con il rispetto della natura. Abbiamo partecipato alle prime riunioni indette dal Comune per l’organizzazione della gara, convinti che non si sarebbe superato il limite della decenza all’interno della Riserva Regionale Palude La Vela. Dopo esserci sincerati che la Palude non sarebbe stata attraversata durante la gara, abbiamo giustamente abbandonato il tavolo, visto che era presente il Direttore del parco, legalmente responsabile della Riserva La Vela.

Eravamo convinti che questo fosse garanzia di tutela e conservazione dell’ultima parte selvaggia del nostro territorio, per altro fortemente sotto pressione antropica, da parte di bracconieri, pescatori di frodo, macchine che sfrecciano a folle velocità sulla Provinciale 78». Le cose invece sono andate diversamente: «A pochi giorni dalla gara e precisamente la settimana prima avevamo visto alcuni segnali che non facevano ben sperare visto la presenza del nastro della Spartan Race che segnalava il percorso intorno alla Riserva e per un breve tratto, di una cinquantina di metri, entrava nel territorio tutelato dalla Legge istitutiva delal riserva naturale. Il Wwf Taranto ha suggerito informalmente e per tempo alle autorità competenti che era il caso di cambiare il percorso. Ci è stato risposto che il passaggio era solo marginale e che erano disponibili le autorizzazioni Regionali per l’attraversamento della porzione di Riserva interessata. Bene in un’ottica collaborativa con il territorio non abbiamo voluto turbare la promozione e lo svolgimento di questo grande evento turistico e ci siamo limitati ad osservare quello che accadeva in palude nella speranza che tutto si svolgesse nel massimo rispetto dei luoghi.

Purtroppo non è andata così, è stato un assalto, le immagini parlano chiaro. Persino moto d’acqua a un passo dagli aironi, i fenicotteri e tutte le altre specie che in questo periodo popolano la riserva». Di qui la richiesta di provvedimenti nei confronti dei responsabili: «In qualità di volontari da anni impegnati su campo nella salvaguardia di questo ultimo scrigno naturalistico della città, intendiamo fare chiarezza e chiedere giustizia per questo sopruso, affinché vengano rimossi i responsabili che hanno autorizzato il passaggio all’interno della Riserva e nello specchio d’acqua attiguo al fronte della Palude, (zona di maggior pregio naturalistico). Evidenze fotografiche dimostrano che durante la manifestazione sportiva nello specchio d’acqua attiguo al fronte sono stati utilizzati mezzi a motore (moto d’acqua) di grave impatto e disturbo per l’avifauna stanziale e migratoria del periodo.

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