21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 18:53:00

Cronaca

Cala il sipario sul Moscati. Chiude il Pronto soccorso

Le parole del consigliere regionale di Conservatori e Riformisti, Renato Perrini


«Lo dissi chiaramente durante l’incontro a Palazzo di Città la scorsa estate, “Ai piani di emergenza estivi non ci credo”.

Ed, infatti, siamo stati presi in giro e beffati. Sparisce definitivamente il Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati. I giochi sono fatti: a regime un pezzo del Piano di Riordino varato dalla Giunta pugliese, che buona parte della politica tarantina ha già contestato. Via il Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati, così come quello del San Marco di Grottaglie, e al loro posto diventato definiti i Punti di Primo Intervento».

E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Conservatori e Riformisti, Renato Perrini. «L’assetto sanitario tanto discusso soprattutto dalle persone che questa estate hanno subìto la rimodulazione scelta dalla regione, ora non è più solo una formula pensata per i mesi caldi, ma diventa realtà. Le misure erano partite il 1 luglio, nonostante una serie di polemiche, ed erano state poi prorogate. Già questo era il segnale della piega che il provvedimento avrebbe preso. Oggi ci vogliono far passere il messaggio che i Punti di Primo Intervento gestiti dal 118, hanno funzionato praticamente alla perfezione, e che quindi le decisioni prese oggi, sono il frutto di un test sull’efficienza della macchina sanitaria avviata in estate, fatto e superato.

Ma la verità è ben altra. Era già tutto deciso e stabilito, e a nulla, al di à di ciò che la Asl jonica vuole far passare, sono servite le lamentale, perché ci sono state, e sono state documentate, dei cittadini che venivano sballottati, con aggravio di costi e di tempo, al Pronto Soccorso del SS Annunziata, spesso congestionato. Ma di questo non si è mai parlato abbastanza in questi mesi, anche perché ribadisco, le decisioni erano già state prese prima dell’inizio dell’estate. Nella riunione a Palazzo di Città, alla presenza del sindaco, consiglieri comunali e regionali, nonché di alcuni parlamentari, chiesi pubblicamente di non giocare sulla pelle delle persone, ma non venni ascoltato, e questi sono i risultati. Ai miei colleghi consiglieri della provincia di Taranto chiederò subito di incontrarci per decidere insieme come intervenire per non mortificare ulteriormente la sanità jonica. Tutti insieme e a gran voce dobbiamo tornare a chiedere deroghe speciali, perché la comunità tarantina merita attenzioni speciali.

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