22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca

«Hotspot di Taranto, infondate le accuse di Amnesty»

Il Viminale: contro la Polizia soltanto un cumulo di stupidaggini


Per il prefetto Morcone, l’uomo scelto dal Viminale per occuparsi del tema immigrazione, le accuse alla Polizia contenute nel report di Amnesty International “Hotspot Italia” sono solo «un cumulo di stupidaggini».

Nessuna violenza nei confronti dei migranti, è quanto dichiarato da Morcone. Si registra anche una dichiarazione del segretario generale Siap, Giuseppe Tiani. «Il rapporto di Amnesty sugli hotspot italianità l’idea di derivare da un generale clima di velenose strumentalizzazioni più che da un riscontro oggettivo dei fatti e della realtà. Nel sottolineare che presso le strutture che ospitano i migranti sono presenti rappresentanti dell’Alto Commissariato per i rifugiati, siamo fermamente convinti che agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine italiane non possono essere imputati abusi gratuiti o peggio fantomatiche ricostruzioni torture nei confronti dei migranti ospitati. Siamo tutti consapevoli e coscienti che il fenomeno migratorio e tutti gli aspetti correlati non siano di facile gestione, ma la Polizia italiana ed i suoi operatori sono estranei a forme di violenza gratuita o vessazioni, visto che la loro attività viene espletata nel segno della più profonda democraticità, attenzione e sensibile umanità.

Le difficili condizioni di lavoro non sono traducili, per i poliziotti e poliziotte, in violenza gratuita e non risultano alla nostra sigla sindacale, che si colloca nell’alveo del movimento sindacale democratico degli uomini e delle donne in uniforme, segnalazioni di sorta».

Espulsioni illegali, maltrattamenti, procedure che in alcuni casi configurano la tortura. «Hotspot Italia: come le politiche dell’Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti» è il titolo del report dell’ong Amnesty International in cui si mette sul banco degli imputati un sistema, quello degli hotspot appunto, che vede in prima linea anche Taranto. Il rapporto, basato su oltre 170 interviste a rifugiati e migranti, raccoglie denunce che secondo Amnesty sono «coerenti e concordanti» di arresti arbitrari, intimidazioni e uso eccessivo della forza fisica per costringere gli immigrati appena arrivati a farsi prendere le impronte digitali. «Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri Stati membri, i leader Ue hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità» afferma il curatore del rapporto, Matteo de Bellis.

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