18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

Cronaca

Maxi truffa all’Inps, sette arresti a Taranto. Un sindacalista era la mente

Scoperto un giro di false indennità. Nei guai anche alcuni imprenditori


Un sindacalista era la mente di un gruppo che ha truffato l’Inps per ben 4 milioni di euro. In sette sono finiti agli arresti domiciliari.

Un esercito gli indagati a piede libero 91 persone, nel blitz “Genusia” condotto dai finanzieri del comando provinciale diretti dal colonnello Gianfranco Lucignano. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria guidati dal tenente colonnello Renato Turco hanno notificato i provvedimenti restrittivi per falso in atti pubblici e truffa aggravata continuata ai danni dell’Inps, emessi dal gip presso il Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto su richiesta del pm Lanfranco Marazia.

L’operazione trae origine da indagini eseguite dalle Fiamme Gialle nei confronti di tre aziende agricole, con sede a Ginosa e Palagiano, per le quali è stata accertata una elevata sproporzione tra le attività effettivamente eseguite e il numero di dipendenti e delle giornate lavorative denunciate, eccedente di molto rispetto all’effettivo fabbisogno di manodopera in relazione all’estensione delle superfici dei terreni delle aziende. In particolare gli investigatori della Finanza hanno individuato tre distinti gruppi “coordinati” dal 57enne Giovanni Lippolis, residente a Ginosa, dipendente civile del Ministero della Difesa, sindacalista e consulente del lavoro con un proprio personale accredito telematico presso l’Inps. Lippolis, il 43enne Domenico Caforio, residente a Palagiano, anch’egli consulente del lavoro, e ad alcuni titolari di aziende agricole avrebbero reclutato numerosi falsi braccianti interessati a farsi assumere fittiziamente e dai quali avrebbero percepito somme di denaro di importo variabile da i 7 a i 14 euro per ciascuna delle giornate lavorative dichiarate all’istituto di previdenza sociale.

Secondo l’accusa Lippolis e Caforio avrebbero provveduto ad inserire i dati riferiti ai falsi rapporti di lavoro e quindi alle giornate mai prestate, nel sistema informatico dell’Inps al fine di precostituire fittizie posizioni contributive necessarie per ottenere l’erogazione di indennità di disoccupazione, assegni familiari, assegni per malattia e maternità. La misura cautelare è scattata anche per tre imprenditori agricoli e due intermediari. I primi tre sono il trentanovenne di Palagianello, Davide Mappa, il sessantatreenne di Ginosa, Luigi Rocco Giosuè e il sessantacinquenne di Carmiano, Corrado Arnesano. Gli intermediari sono Antonio e Salvatore Iona, padre e figlio, rispettivamente di trentotto e sessantuno anni. Per il giudice delle indagini preliminari che ha firmato i provvedimenti restrittivi, il dottor Ruberto, le frodi all’Inps hanno rappresentato l’effettivo core business degli imprenditori indagati, i quali avrebbero di fatto abbandonato l’attività di coltivazione della terra per dedicarsi, a tempo pieno, al lucroso mercato illecito delle false denunce di giornate lavorative dei braccianti.

Le indagini sono state eseguite con intercettazioni e riprese filmate nei confronti degli indagati e attraverso ponderose acquisizioni documentali e analisi contabili effettuate presso l’Inps di Taranto, insieme agli ispettori dell’Istituto, i quali avevano avviato verifiche nei confronti di una delle aziende agricole al centro del sistema truffaldino.

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