26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

La lobby dei casinisti

L'incidente diplomatico di Luigi Di Maio


E dunque esiste la lobby dei malati di cancro.

Ce lo fa sapere Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, uno dei parlamentari di punta del Movimento Cinquestelle, indicato come possibile candidato premier alle prossime elezioni politiche. Uno che sta studiando da primo ministro, insomma. Lo ha detto per spiegare la sua partecipazione proprio ad un incontro organizzato da una società di lobbying; poi si è scusato, senza tuttavia rinunciare ad aggrapparsi al solito ritornello della strumentalizzazione delle sue parole.

Tutto sommato, la sortita non sorprende più di tanto. A ben vedere i Cinquestelle nelle teorie del complotto ci sguazzano. Dalle scie chimiche ai circoli occulti che dominano l’economia mondiale è tutto un florilegio di seducenti narrazioni molto care ai pentastellati e ai loro seguaci. Fin qui, restiamo in una ingenua e innocua, per quanto un po’ paranoica, visione fantapolitica del mondo. Che però un malato di cancro possa costituirsi in lobby è teoria che supera ogni immaginazione. Non è ben chiaro se entrare in questa cerchia, purtroppo niente affatto ristretta, sia per Di Maio un privilegio.

Magari gli basterebbe girare un po’ per gli ospedali, persino quelli di Taranto, e guardare in faccia i lobbisti del cancro che tanto evidentemente lo preoccupano. Magari, nella pausa tra una chemio e l’altra, può godersi il privilegio di vedere che faccia hanno i complottisti delle metastasi. Potrà rendicontarne al prossimo incontro sulle lobby con più cognizione di causa. L’episodio arricchisce il già vasto stupidario della politica e fin qui niente di nuovo. Sopravviveremo anche a questo.

Il problema se mai è di chi dà credito e voti agli autori di certe perle da antologia. Piuttosto sarebbe interessante sapere cosa pensa di questa mirabolante performance l’europarlamentare tarantina dei Cinquestelle, l’onorevole Rosa D’Amato. Indirettamente tirata in ballo da Di Maio, che nel suo delirio antilobbistico ai lobbisti del cancro ha affiancato anche la «lobby degli ambientalisti». La D’Amato, elmo spartano in testa, è tra i più irriducibili sostenitori della chiusura dell’Ilva. Ambientalista dura e pura, dunque. Ecco, al di là degli effervescenti proclami che tanto “like” fanno su facebook, potrebbe provare a smettere l’armatura d’ordinanza e spiegare ai tarantini cosa pensa delle parole del suo prossimo candidato premier. Così, per amore di chiarezza e per non dover concludere che oltre a quella dei malati di cancro esiste un’altra lobby: quella dei casinisti. Duri e puri anche loro.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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