17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Pesca di frodo. Tutti muti tranne uno

Interrogati gli indagati agli arresti domiciliari


TARANTO – Tutti muti, tranne uno, nel secondo giorno di interrogatori,  quello dedicato alle persone agli arresti domicliari per il blitz “Poseydon”.
Solo il 57enne Giacinto De Pace, difeso dall’avvocato Angelo Casa, ha riferito al gip di non c’entrare con la pesca di frodo.
Carlo Pizzolla 23 anni, Domenico Caputo, 50 anni, Giuseppe Mazzoccola, 26 anni, Michele Caforio, 30 anni, Emanuele D’Ippolito 53 anni, Francesco D’Ippolito, 51 anni, Gioacchino De Pace, 34 anni e Agostino Axo, 65 anni, assistiti dagli avvocati Salvatore Maggio, Antonio Mancaniello e Marcello Ferramosca, si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.Venerdì scorso ha respinto le accuse anche il 48enne Cosimo Pizzolla. L’uomo, difeso dall’avvocato Angelo Casa, è stato ascoltato per rogatoria nella casa circondariale di Lecce. E’ ritenuto uno degli elementi di spicco del gruppo.
Il giorno precedente non avevano risposto alle domande del gip gli altri quattro indagati finiti in carcere. Accusati di aver devastato con le bombe i fondali del mar Piccolo si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Antonio Boccuni, 35 anni, difeso dall’avvocato Patrizia Boccuni,  Giuseppe Caputo, 53 anni, difeso dall’avvocato Fabrizio Lamanna,  Salvatore De Pace, 30 anni e Cosimo De Pace, 55 anni, assistiti dall’avvocato Enzo Sapia. Le indagini al via nel luglio del 2015 dopo la telefonata di un cittadino che segnalava alla Capitaneria di porto un forte boato in mar Piccolo, nei pressi della banchina del deposito carburanti dell’Aeronautica militare. Agli arresti quattordici persone che rispondono di inquinamento e disastro ambientale.

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