12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:52:55

Cronaca

Il mercatino dei… rifiuti

Lama, la denuncia di Legambiente. Comune e Amiu sotto accusa


TARANTO – A Lama, in via Girasoli, il ciglio della strada è una discarica a cielo aperto, una distesa di spazzatura, mobili, pneumatici, cartoni, televisori, sacchetti pieni di rifiuti, cuscini, materassi, sedie, plastica, porte, imballaggi. Insomma, una sorta di “mercatino della monnezza”.
La denuncia arriva da Legambiente e chiama in causa l’Amiu ma anche il Comune per porre rimedio all’opera messa in atto da «cittadini incivili, autentici vandali, dalla faccia brutta, sporca e menefreghista di Taranto, magari vestita in doppiopetto, ma che non si fa alcun problema a trasformare il proprio territorio in un immondezzaio, magari attenta a non sporcare a casa propria, ma che  non si preoccupa affatto del degrado in cui costringe una comunità. E’ uno scempio che lascia attoniti ogni volta che lo si osservi, un pugno nello stomaco e negli occhi, uno spettacolo osceno. Proprio per questo riteniamo assurda l’esperienza kafkiana vissuta da un cittadino che ci ha informato di aver chiamato il numero verde dell’Amiu per segnalare un accumulo di rifiuti a Lama e di essersi sentito dire che avrebbero effettuato un sopralluogo, di aver richiamato dieci giorni dopo lo stesso numero verde dell’Amiu per sentirsi dire che avrebbero rifatto la segnalazione, di aver infine chiamato i vigili urbani per sentirsi dire che avrebbero fatto un sollecito. Senza che nulla sia accaduto».
Ieri mattina, una delegazione di Legambiente ha effettuato un sopralluogo nella zona «nessun intervento di rimozione dei rifiuti risulta essere stato effettuato. Anzi, la quantità di rifiuti, rispetto alla prima segnalazione, è aumentata. Il problema non riguarda solo via Girasoli; di zone trasformate in piccole discariche abusive a Lama ce ne sono altre: le stradine che portano a mare ne sono costellate. Quelle di cui parliamo sono aree ad alto insediamento abitativo,  scarsamente presidiate dalle autorità di vigilanza dove cittadini incivili continuano impuniti a fare scempio del territorio, con gravissimo danno al patrimonio naturale e all’immagine della nostra città, e a mettere a rischio la salute dei suoi abitanti. Ma che deve fare un cittadino onesto e attento, che paga regolarmente le tasse per la raccolta dei rifiuti, che fa la raccolta differenziata, per vedere risolto il problema? Deve provvedere da solo? Deve rassegnarsi a convivere con la monnezza in una sorta di “Far West” dove ai banditi tutto è consentito? Al Comune – concludono da Legambiente – chiediamo che il territorio venga sorvegliato, chiediamo che questi ecocriminali vengano individuati e puniti con sanzioni adeguate al danno che provocano. E che i rifiuti vengano rimossi: la raccolta differenziata non si fa lasciando proliferare i… mercatini della monnezza».

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