Cronaca

Spara per sfuggire al Corpo Forestale

Arrestato un palagianese


CEGLIE MESSAPICA – Ha esploso un colpo di fucile durante un controllo del Corpo Forestale dello Stato.
Michele D., 56enne originario di Palagiano e residente a Ceglie Messapica, è stato arrestato nelle campagne in località Carbone.
L’uomo, che è risultato privo di porto d’arma deve rispondere di porto e detenzione illegale di arma e munizioni, furto di fauna selvatica, uso illegale di richiami, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Al presunto bracconiere, che aveva già abbattuto due esemplari di tordo, era stato già notificato un provvedimento di divieto alla detenzione di armi. Il pm del tribunale di Brindisi ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Gli agenti del Corpo Forestale dopo aver individuato un uomo in tenuta mimetica e dopo essersi avvicinati per le normali operazioni di controllo, si sono visti puntare un fucile contro.
L’uomo è fuggito a piedi fra i campi ma è stato bloccato e condotto presso la locale caserma dei carabinieri per i successivi accertamenti.
Invece gli agenti della Stazione del Corpo Forestale di Martina Franca, nel corso di un operazione antibracconaggio per la caccia la cinghiale eseguita nel fine settimana, hanno sorpreso tre cacciatori che esercitavano la caccia con un’arma in quanto priva di riduttore di colpi.
 In particolare, le armi in possesso dei cacciatori potevano contenere nel caricatore più di due cartucce, a differenza di quanto previsto dall’articolo 13 della legge sulla caccia, per la quale l’attività venatoria è consentita, con l’uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con cari­catore contenente non più di due cartucce.
Ai cacciatori che hanno modificato le loro armi per avere più colpi a disposizione per abbattere la fauna selvatica, sono state sequestrate  le armi e le munizioni in loro possesso e tutti e tre sono stati segnalati alla Procura presso il Tribunale di Taranto.
Il servizio costituisce la prosecuzione di una più ampia attività antibracconaggio per la salvaguardia della fauna selvatica e delle aree protette avviata già dal mese di settembre dal Comando Provinciale del Corpo forestale  di Taranto in tutta la provincia, dove il bracconaggio è divenuta una pratica abbastanza frequente.

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