29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 11:00:10

Cronaca

Ferrovia e ambiente, la pipì proibita

Il sequestro dei treni da parte del Gip del Tribunale di Bari


Carrozze radioattive? Vagoni rivestiti in amianto? Poltrone cinesi in pelle contraffatta? Impianti di climatizzazione che sputano aria tossica? No, niente di tutto questo. È solo questione di pipì.

Tanta di quella pipì da mettere sotto sequestro una raffica di treni che ogni giorno attraversano la regione, Taranto compresa. Anzi, proprio Taranto sarà una delle piazze più penalizzate dai disagi ai viaggiatori prodotti da questa… vagonata che si è abbattuta su Trenitalia. Questione di pipì e, certamente, anche di qualche altro bisognino più consistente. Una scia di odoranti fisiologici aspersi lungo la rete ferroviaria della Puglia come acqua santa benedicente. Eh, no, diavolo! Come si può tollerare che tanta grazia possa compromettere la salute degli assolati binari estesi lungo la sonnecchiosa tratta fra Bellavista e Grumo Appula?

In un certo senso è disturbo della quiete pubblica, la quiete delle cicorie selvatiche e delle lumache costrette ad abbeverarsi a queste pozzanghere ad alta densità di acido urico. Acido urico e urea. Sì, sì, proprio quell’urea che avrebbe dovuto salvarci dalle insidie del famigerato camino E312. Ricordate? E ora, da ammazzainquinamento finisce sotto inchiesta per inquinamento della tratta ferroviaria. Capolavori dell’arte italica. Ai viaggiatori tarantini, anche questa volta, toccherà la peggio: inquinati, appiedati e adesso con la vescica da sottoporre a test di resistenza prima di imbarcarsi in una faticosa odissea fino alle agognate sponde di Bitetto-Palo del Colle. Buon viaggio.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche