27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Decima Legge Ilva, i commenti

La Cisl promuove il provvedimento, che viene invece criticato da Legambiente e Idv


“Il decimo Decreto Ilva autorizza ulteriore fi ducia nel futuro industriale di Taranto e del Paese, perciò riteniamo si possa mettere parola fi ne al commissariamento straordinario, dando avvio al processo di vendita o di fi tto del Gruppo Ilva e, dunque, dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Le condizioni defi nite dal Decreto possono consentire, adesso, di rilanciare tutto il nuovo processo di natura industriale, occupazionale ed ambientale che da tempo come Cisl auspichiamo, insieme con la categoria dei lavoratori metalmeccanici. Del provvedimento, sottolineiamo tra i tanti elementi importanti, la scelta della tutela delle Pmi dell’indotto e dell’autotrasporto e l’autorizzazione all’Arpa ad assumere, a tempo indeterminato, personale che assicuri le attività di accertamento relative all’attuazione del piano ambientale. Inoltre, vengono confermati 800 milioni (di cui 600 nel 2016 e 200 nel 2017) vincolati esclusivamente al completamento dell’AiA (Autorizzazione integrata ambientale)”. La Cisl di Taranto, tramite il segretario Antonio Castellucci, promuove la decima legge Ilva, dopo il disco verde di ieri al Senato.

Ma i pareri non sono tutti concordi. Anzi, è molto critica Legambiente. Dice il direttore generale Stefano Ciafani: “Non ci siamo. Il decreto Ilva, approvato via definitiva dal Senato, non ci convince affatto e siamo convinti che il governo abbia perso una importante occasione per dimostrare che sia possibile coniugare diritto alla salute e all’ambiente con il diritto al lavoro e le esigenze produttive. Siamo convinti che l’aver stabilito una proroga fino a 18 mesi fornirà una giustificazione all’ulteriore slittamento dell’attuazione delle più importanti misure previste dall’Aia, dalla copertura dei parchi minerali agli interventi sulle batterie, con ulteriori ritardi e blocco degli interventi”. Fronte politico: critica la voce dell’Italia dei valori che «lancia un grido di allarme e un avvertimento sull’Ilva che con i tempi previsti è destinata ad una lenta agonia e alla chiusura facendo la felicità dei concorrenti internazionali».

«Condivido la volontà di affrontare la questione per evitare la chiusura della realtà produttiva e occupazionale più grande del Paese ma, a distanza di 4 anni dall’applicazione dei sigilli “virtuali”, ci troviamo a votare l’undicesimo provvedimento che riguarda l’Ilva senza che siano defi nitivamente sciolti i nodi che strozzano lo stabilimento ma soprattutto la città di Taranto che soffoca sempre di più nell’inquinamento». Sono le parole con cui il senatore Dario Stefàno, presidente de La Puglia in Più, ha annunciato, durante il suo intervento in dichiarazione di voto in Senato, la sua decisione di non partecipare al voto di fi ducia sul decreto.

I VERDINIANI E LA QUESTIONE RAFFINERIA – Lo Stato riconosca il diritto all’ambiente e affronti seriamente il problema delle raffi nerie. La richiesta arriva dal senatore del gruppo Alleanza LiberalpopolareAutonomie, Pietro Iurlaro, componente della commissione d’inchiesta sugli Ecoreati, nel corso di una conferenza stampa organizzata al Senato per fare il punto sulla situazione a Taranto, partendo dall’Ilva per arrivare all’impianto Agip. Presenti diversi esperti delle questioni ambientali e sanitarie.

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