15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Pesca con le bombe, la difesa chiede le scarcerazioni

Dopo il blitz Poseydon


Blitz Poseydon: udienza ieri mattina al tribunale del riesame.

Il collegio di difesa ha chiesto ai giudici la revoica delle ordinanze di custodia cautelare spiccate nei confronti dei quattrodici indagati (cinque in carcere e nove ai domiciliari) nella operazione condotta da Finanza di mare e Capitaneria di porto con la quale è stato colpito un gruppo che avrebbe esercitato la pesca con le bombe. Com’è noto durante gli interrogatori quasi tutti hanno fatto scena muta dinanzi al gip. Solo in due, il quarantottenne Cosimo Pizzolla e il cinquantasettenne Giacinto De Pace, difesi dall’avvocato Angelo Casa, hanno detto al giudice delle indagini preliminari di non c’entrare con la pesca di frodo.

Ai domiciliari sono finiti Carlo Pizzolla ventitrè anni, Domenico Caputo, cinquant’anni, Giuseppe Mazzoccola, ventisei anni, Michele Caforio, trent’anni, Emanuele D’Ippolito, cinquantatrè anni, Francesco D’Ippolito, cinquantuno anni, Gioacchino De Pace, trentaquattro anni e Agostino Axo, sessntaciqnue anni, assistiti dagli avvocati Salvatore Maggio, Antonio Mancaniello e Marcello Ferramosca. Accusati di aver devastato con le bombe i fondali del mar Piccolo sono finti in carcere Antonio Boccuni, trentacinque anni, difeso dall’avvocato Patrizia Boccuni, Giuseppe Caputo, cinquantatrè anni, difeso dall’avvocato Fabrizio Lamanna, Salvatore De Pace, trent’anni e Cosimo De Pace, cinquantacinque anni, assistiti dall’avvocato Enzo Sapia.

Le indagini sono inziate nell’estate del 2015 dopo la telefonata che segnalava alla Capitaneria di porto un forte boato in mar Piccolo, nei pressi della banchina del deposito carburanti dell’Aviazione.

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