Cronaca

Commercio, un buio Natale 2016

Il Comune non sostiene i negozianti. «Quest’anno niente luminarie»


-Quello di quest’anno potrebbe essere davvero il Natale più triste per la città di Taranto.

Peggio di quello vissuto a cavallo del dissesto del Comune, uno dei momenti più critici della storia della città. Una festa spenta da una crisi economica devastante – e tutt’altro che finita – ma anche dalla sordità dell’amministrazione comunale. E’ proprio all’attuale governo municipale che si è rivolta Confcommercio con una lettera in cui si evidenzia come il Natale 2016 rischierà di essere ricordato come un Natale senza luci. Il messaggio è chiaro: «Mancano meno di venti giorni all’appuntamento con la festa dell’Immacolata che segna l’avvio ufficiale delle festività natalizie, e la città di Taranto sembra del tutto impreparata a darvi il giusto risalto, ed a cogliere quel ritorno, anche economico, una città accogliente e calda, richiamando gente anche da fuori, stimola.

E’ sempre più concreto il rischio che il Natale 2016, la festa per antonomasia della luce e della gioia, possa essere ricordato invece come il Natale tarantino più buio degli ultimi decenni». Continua Confcommercio: «E’ abbastanza certo ormai che quest’anno il Comune non sarebbe intenzionato ad impegnare risorse finanziarie per l’ addobbo natalizio delle strade e piazze cittadine. Le amministrazioni di alcuni importanti comuni della provincia come Martina Franca, Manduria da anni mettono in bilancio la spesa per le luminarie natalizie delle aree urbane; a Taranto invece i commercianti hanno sempre svolto un ruolo primario, compartecipando alla spesa e facendosi carico dell’illuminazione delle vie del commercio». Ma, provati da una congiuntura economica più che difficile, i negozianti quest’anno dicono basta.

«Un impegno che quest’anno i commercianti non sono assolutamente in grado di poter assumere. La situazione del commercio urbano è tale da non consentire un impegno di questa portata. Infatti, d una prima verifica tra i commercianti della città, una buona parte si è dichiarata impossibilitata a contribuire alle spese. Tra l’altro da Palazzo di Città non giunge alcuni tipo di segnale, e nè si ha notizia di una programmazione natalizia».

Comune assente, quindi. Come nella peggior tradizione di Palazzo di Città. Il commercio prova a non arrendersi: «In questi giorni le delegazioni di quartiere Confcommercio stanno lavorando per organizzare alcune piccole attività di animazione e per realizzare un minimo di addobbi in alcune vie cittadine, anche se sarà ben difficile che la città possa assumere quell’aspetto di gioiosità che solo le luminarie possono assicurare. Persino negli anni più difficili – come Confcommercio evidenzia in una lettera all’indirizzo del sindaco, Ippazio Stefàno – negli anni a ridosso della dichiarazione di dissesto economico/finanziario, Taranto non ha rinunciato ad accogliere il Natale con luci, addobbi ed animazione. Sembra impossibile ed ingiustificato che l’Amministrazione sia intenzionata ad assumersi la responsabilità di lasciare la città al buio. Come sembra incredibile che il Comune continui a credere che questa città possa essere amministrata alla giornata, senza che le parti si siedano ed assumano decisioni comuni, percorsi condivisi».

Un esempio? Come spiega Confcommercio, «nei giorni 18, 19, 20 novembre nel cuore del Borgo (piazza Immacolata) si svolgerà l’evento ‘Per Bacco che’, una manifestazione che non valorizza il tessuto commerciale dell’area urbana coinvolta, e che potrebbe essere realizzata in luoghi – anche del Borgo stesso – un tantino più defilati, andando così a rivitalizzare aree un po’ più spente. La decisione di concedere il ‘salotto’ per un evento popolare (modello sagra) contrasta con il progetto di rilanciare Taranto e di valorizzare l’immagine della città in una chiave culturale». Insomma, il Natale che verrà si annuncia in tono minore per la città ed i commercianti. Mentre, dopo il caso-cordoli in via Liguria, la tensione tra gli operatori del commercio e l’amministrazione cittadina si conferma ancora altissima.

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