11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca

Cementir, la grande paura. «Un dramma sociale»

Il 24 novembre incontro al Ministero per gli ammortizzatori sociali


Una “chiusura a riccio”, contro cui “nulla hanno potuto le sollecitazioni sindacali, né la mediazione del sottosegretario Teresa Bellanova nonostante le rassicurazioni offerte all’Azienda a nome del Governo, circa la disponibilità esistente di finanziamenti per gli ammortizzatori sociali”.

Vito Lincesso, segretario generale Filca Cisl ed Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl, non usano mezzi termini nel parlare della vertenza Cementir. In una nota congiunta spiegano che gli ‘ammortizzatori’ “per quanto riguarda il territorio ionico, dichiarato area di crisi complessa, potrebbero avere la durata di un ulteriore anno a condizione, però, che entro il 27 novembre prossimo si giunga a sottoscrivere uno specifico accordo tra le parti e qualora i licenziamenti annunciati risultassero definitivi. La Filca e la Fisascat confermano la propria preoccupazione e sollecitano il management della Cementir a prendere in considerazione senza ulteriori chiusure preconcette le proposte che il prossimo 23 novembre il Mise e il Ministero del Lavoro riproporranno nel corso di un incontro ristretto già programmato, che precederà l’altro del giorno dopo, di giovedì 24, presso il Ministero del Lavoro con la presenza anche delle Organizzazioni sindacali.

Qualora le rigidità della Cementir non consentissero l’intesa, è chiaro che dal 28 prossimo sarebbero inevitabili le lettere di licenziamento. L’auspicio di Filca e di Fisascat, ovviamente, va in senso contrario, cioè che il Gruppo Caltagirone riscontri positivamente i termini della mediazione governativa, per rinfrancare le 47 famiglie dei dipendenti diretti presso lo stabilimento di Taranto e per rendere agevole l’opportunità che insieme con il Mise siano individuate ed autorizzate misure alternative per gli 11 dipendenti Pulisan che, inquadrati contrattualmente nel settore pulizie civili ed industriali, non potrebbero godere di ammortizzatori sociali, così come gli altri lavoratori”. Lincesso ed Arcadio annotano come “non è stata affatto ripagata la generosità dei lavoratori diretti e dell’appalto Cementir i quali, provenienti da tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo Caltagirone hanno presidiato il Ministero dello Sviluppo Economico, in coincidenza con l’incontro fissato per scongiurare annunciati 106 licenziamenti, 47 dei quali a Taranto cui vanno aggiunte ulteriori 11 unità della Pulisan, Azienda impegnata nei servizi di pulizia civile e industriale”.

Servono “determinazione e compatezza” per “avere subito risposte su piano sociale, ammortizzatori ed investimenti” ha twittato Francesco Bardinella, segretario della Fillea Cgil, che mette in guardia sullo “sforzo necessario per evitare un dramma sociale”, dopo che “nessun passo avanti” è stato fatto nelle trattativa, e “nessuna risposta è arrivata su investimenti, piano sociale, ammortizzatori”. Ieri è andato in scena lo sciopero di 24 ore e sit-in a Roma dei lavoratori, protesta organizzata dai sindacati dei lavoratori edili Filca Cisl, Fillea Cgil e dalla Fisascat Cisl in rappresentanza dei dipendenti dell’appalto pulizie industriali. Teatro della manifestazione la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. “Per quanto riguarda in particolare il sito produttivo di Taranto – spiegano i sindacati confederali – la vertenza punta a scongiurare i licenziamenti di 47 dipendenti diretti, sui 106 complessivi annunciati per tutti gli stabilimenti Cementir in Italia”.

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