28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

No al sequestro dei beni di Cataldo Caporosso

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame


No al sequestro dei beni di Cataldo Caporosso, uno degli elementi di spicco della mala della provincia jonica arrestato nel blitz antimafia “Feudo”.

Lo ha deciso il tribunale del riesame che ha respinto il ricorso presentato dalla pubblica accusa e accolto la richiesta dei difensori di Caporosso, gli avvocati Andrea Silvestre e Franz Pesare. Era stato già il gip del tribunale di Lecce a respingere la richiesta di sequestro dei beni dell’uomo. La procura antimafia ha presentato ricorso al tribunale del riesame ma i giudici hanno confermato la decisione del gip.

Trentotto gli arrestati e quarantotto gli indagati a piede libero nel blitz “Feudo” condotto dalla Guardia di Finanza. Affari illeciti in Città Vecchia, ai Tamburi, Paolo VI e Statte. Giuseppe Cesario, detto Pelè, deceduto il 29 marzo del 2014, era il capo indiscusso. Gli investigatori delle fiamme gialle hanno accertato che il capo provvedeva anche a dirimere controversie interne alla organizzazione. Tra gli uomini di massima fiducia di Cesario anche quelli che avevano il compito di organizzare la vigilanza sul boss che spesso era costretto a ricoveri in ospedale. Tre luogotenenti curavano per conto del clan l’approvvigionamento di armi e droga e intrattenevano rapporti con esponenti della ‘ndrangheta.

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