24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 07:06:06

Cronaca

Il pasticcio di Natale. Le polemiche sul mercatino. Commercianti amareggiati

L’organizzatore: «Io vittima di una guerra politica»


Antonio Rubino, l’organizzatore, gongola.

Dal suo punto di vista, “Per Bacco” è stato un successo: migliaia di persone hanno invaso Via D’Aquino, Piazza Immacolata e via Di Palma. Gli stand hanno venduto bene: dal panino con la porchetta agli accessori d’abbigliamento fino alla chincaglieria. Lui ha inondato Facebook di aggiornamenti quasi in tempo reale, compresi i messaggi, non pochi, di cittadini soddisfatti per l’iniziativa.

«Il mio lavoro è anche questo – scrive – alle critiche spesso strumentali c’è poi la gente, tanta, che non conosco. Ho trovato la mia posta su FB piena di messaggi. Sinceramente ho tenuto conto soprattutto dei commenti della gente che si esprime senza fini. Quando questo verrà meno smetterò. Mi sono trovato inconsapevolmente al centro di una guerra politica a Taranto dove dietro agli “interessi veri” della città, si celano le ambizioni di alcuni». Stoccata politica, dunque. Perché questo mercatino è diventato un caso politico. Da una parte l’imbarazzante ruolo giocato dal Comune, dall’altro i commercianti stabili, quelli che ogni giorno alzano le saracinesche dei propri negozi, pagano tasse e affitti stellari. Cominciamo dal Comune. Sabato agli espositori è stata notificata una diffida a sgomberare perché non in regola con la Dia Sanitaria. Diffida firmata dal comandante della Polizia Locale. A questa diffida si sarebbe dovuto adempiere entro le 17 dello stesso sabato.

Non è accaduto nulla.  Gli operatori sono rimasti tutti tranquillamente al loro posto. «Anzi – racconta Vincenzo Scialpi di Federmoda – un paio avevano tolto le tende e poi, visto che erano stati praticamente gli unici, domenica mattina si sono ripresentati. In questo clima da “liberi tutti”, c’è stata una scia di abusivismo incontrollato con bancarelle di prodotti contraffatti sistemate lungo tutta via D’Aquino».

Il comandante Michele Matichecchia ha intanto dichiarato che gli operatori inottemperanti saranno segnalati all’autorità giudiziaria, con tutte le conseguenze del caso. Rubino, dal suo canto, sarebbe pronto a sua volta ad iniziative legali. Resta il pasticcio di un ente, il Comune, che prima promuove il mercatino, lo presenta in pompa magna a Palazzo di Città, consente l’occupazione delle vie principali e poi si accorge che sotto il profilo dei permessi non tutto era in regola. Ma c’è anche l’altro aspetto, quello più propriamente politico-commerciale: «Noi commercianti – dice Salvatore Cafiero, presidente della delegazione Confcommercio Borgo rimasti tutti tranquillamente al loro posto.

«Anzi – racconta Vincenzo Scialpi di Federmoda – un paio avevano tolto le tende e poi, visto che erano stati praticamente gli unici, domenica mattina si sono ripresentati. In questo clima da “liberi tutti”, c’è stata una scia di abusivismo incontrollato con bancarelle di prodotti contraffatti sistemate lungo tutta via D’Aquino». Il comandante Michele Matichecchia ha intanto dichiarato che gli operatori inottemperanti saranno segnalati all’autorità giudiziaria, con tutte le conseguenze del caso. Rubino, dal suo canto, sarebbe pronto a sua volta ad iniziative legali. Resta il pasticcio di un ente, il Comune, che prima promuove il mercatino, lo presenta in pompa magna a Palazzo di Città, consente l’occupazione delle vie principali e poi si accorge che sotto il profilo dei permessi non tutto era in regola. Ma c’è anche l’altro aspetto, quello più propriamente politico-commerciale:

«Noi commercianti – dice Salvatore Cafiero, presidente della delegazione Confcommercio Borgo fosse osservato lo spirito del distretto urbano, noi stessi saremmo stati in grado di indicare le soluzioni migliori. Questo mercatino era a livello dei mercatini rionali. Al Borgo ci vuole ben altro, il marketing urbano è una cosa seria. Alcuni negozi di pregio hanno dovuto chiudere le porte per evitare di essere invasi dai fumi e dagli odori che provenivano dalle bancarelle. E voglio ribadire che noi non abbiamo nulla contro l’organizzatore, ma non è solo dalla bolgia che si può misurare il successo di una manifestazione».

Ecco dunque il punto dolente: cosa ci hanno ricavato i commercianti tarantini? «Nulla, assolutamente nulla. Soprattutto gli esercizi del food hanno patito la presenza delle bancarelle in Piazza Immacolata, che hanno completamente oscurato i negozi tradizionali». Una analisi condivisa da Scialpi: «Sabato io ho incassato la metà del solito, proprio perché la bolgia ha distratto i clienti. Peccato, è stata una occasione persa: si poteva fare il mercatino nelle vie che hanno bisogno di essere rivitalizzate. Per essere chiari: dalla bolgia di via D’Aquino si passava al deserto di via Acclavio. Non è così che possono essere organizzate manifestazioni di questo tipo. Per il futuro, si potrebbe pensare anche ad isole pedonali ad hoc proprio nelle vie limitrofe, in modo da riaccendere le zone del Borgo dimenticate».

Già, ma ci sarà un’altra edizione? Difficile dirlo. Lo strascico di polemiche e le possibili conseguenze giudiziarie non remano a favore.

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