29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Soldi pubblici usati per coltivare droga: cinque arresti

Scoperta anche la banda del bancomat


Per l’Unione Europea si trattava di fondi agricoli da sovvenzionare per la coltivazione degli ulivi.

Gli affittuari, però, imprenditori agricoli e commercianti lizzanese e molfettesi, si industriavano per procurarsi ed impiegare costosi fertilizzanti e sofisticati impianti di irrigazione con cui si dedicavano alla coltivazione “dop” della marijuana. Due lizzanesi figurano tra le cinque persone arrestate dai carabinieri di Bari. Invece di dedicarsi alla coltivazione delle piante di ulivo, di notte avevano realizzato una florida piantagione.

Oltre 1000 le piante di cannabis sativa (per un totale di oltre 35.000 dosi), rinvenute e sequestrate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bari il 23 luglio del 2014. Gli investigatori la scorsa notte hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare ad Antonio Guida, 39enne e Cosimo Rizzo, 23enne, incensurati, entrambi di Lizzano, a Luigi Bisceglia, 56enne, Massimo D’Amato, 42enne e Giuseppe Monterone, 42enne, di Molfetta e Terlizzi, tutti già noti alle forze dell’ordine. Secondo l’accusa i cinque avevano messo su una piantagione di marijuana, i cui frutti sarebbero stati destinati a rifornire di “erba” di prima qualità le piazze pugliesi, con un possibile guadagno al dettaglio di oltre 200mila euro.

I gravi indizi a carico degli indagati sono stati acquisiti nel corso di una complessa indagine condotta anche attraverso intercettazioni, nel corso delle quali la banda ha svelato l’impianto di bulbi, l’uso di costosi fertilizzanti, l’installazione di un complesso sistema di irrigazione, ma anche la destinazione al mercato pugliese della sostanza stupefacente.

Il 23 luglio del 2014, non appena gli investigatori avevano avuto sentore che i “coltivatori” stavano per raccogliere le piante di droga per la successiva vendita, al fine di evitarne l’immissione sul mercato, avevano proceduto al sequestro dell’intera piantagione. Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria di Taranto che ha emesso i provvedimenti restrittivi. Le indagini hanno permesso anche di documentare il tentato furto ai danni di uno sportello bancomat del Monte dei Paschi di Siena, a Monteparano, ad opera del lizzanese Guida e del barese Bisceglia.

Hanno fatto irruzione nella banca per forzarne lo sportello automatico ma Il colpo è stato sventato grazie all’arrivo dei carabinieri, i quali li hanno messi in fuga, impedendo di portare a termine la spaccata.

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