26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 12:41:42

Cronaca

Pd: marcia sul Senato per salvare i 50 milioni

Lettera a Renzi dopo la mancata approvazione dell’emendamento


Enzo Ferrari_____________

TARANTO – Dovrebbe essere il passaggio al Senato l’escamotage per recuperare i 50 milioni destinati alla sanità ionica e spariti con il mancato passaggio del relativo emendamento nella Commissione Bilancio della Camera.
Poco dopo mezzogiorno, i parlamentari pugliesi del Pd, Vico, Pelillo, Ginefra, Capone, Grassi, Mariano, Bordo, Ventricelli, Mongello, Cassano, Losacco, Massa, hanno inviato un accorato appello alla Presidenza del Consiglio, chiedendo che la questione possa essere, appunto, recuperata al Senato: «L’impegno del Governo per Taranto – scrivono i parlamentari –  fino a questo momento è stato titanico in tutte le direzioni e di questo ne siamo orgogliosi. Ora, il recente e mancato emendamento del relatore in Commissione Bilancio non corrisponde alle aspettative della Comunità jonica, alla quale in diverse circostanze diversi rappresentanti del nostro Governo avevano dato rassicurazione. A questo punto sarebbe utile che possa essere annunciato in queste ore che il tema  sarà affrontato al Senato passando per un approfondimento nel Tavolo per Taranto convocato dal sottosegretario De Vincenti per il 12 dicembre».
Si può ragionevolmente prevedere che il governo darà nelle prossime ore le rassicurazioni necessarie per evitare strappi incolmabili con una città che attende risposte concrete in ambito ambientale e sanitario.
Come è ormai noto, l’emendamento avrebbe dovuto servire a dribblare i paletti imposti dal decreto ministeriale 70 che impone limiti alle assunzioni nella sanità. Un emendamento nato in consiglio regionale e presentato dai deputati pugliesi del Pd.
Un emendamento viziato, a quanto pare, da un errore  tecnico di impostazione. Un errore che però ha scatenato un’ondata di polemiche non solo per il fatto in sè, gravissimo, di aver penalizzato proprio la sanità tarantina sulla quale si era spesa persino il ministro Lorenzin, ma anche per gli effetti che questa scivolata potrebbe avere sugli orientamenti degli elettori tarantini rispetto al referendum. Lo stesso coordinatore provinciale del Pd, Costanzo Carrieri, ha immediatamente annunciato di sospendere ogni sua presenza alle iniziative in favore del Sì.
Ma cosa è successo in Commissione Bilancio?
L’emendamento, in verità, non è mai arrivato all’esame della Commissione. I deputati pugliesi del Pd lo avevano in realtà presentato, ma successivamente l’emendamento era stato “osservato” per problemi di ammissibilità tecnica. Il relatore, il deputato Mauro Guerra, avrebbe dovuto riformularlo e ripresentarlo. Guerra lo avrebbe in effetti riformulato secondo i criteri tecnici imposti dalla Legge di Stabilità, ma a questo punto si apre il giallo: perché l’emendamento non è più arrivato in Commissione? In quale anfratto della burocrazia di Palazzo si è fermato? E perché? Cosa si è frapposto tra Palazzo Chigi, che non avrebbe autorizzato l’inserimento dell’emendamento, e l’aula della Commissione?
L’incidente, come detto, ha scatenato reazioni veementi, a partire dallo stesso presidente della Commissione, Francesco Boccia, già presidente dell’Osl subito dopo la dichiarazione di dissesto del Comune: «Temo che qualcuno abbia confuso le vicende politiche con gli interessi di una comunità. Non si fa.», ha dichiarato con chiaro riferimento alle diatribe tra Renzi ed Emiliano.
«La bocciatura della deroga al Dm 70 ci lascia con l’amaro in bocca. Quei 50 milioni di euro supplementari di spesa che fino all’ultimo abbiamo sperato di ottenere dal governo, sarebbero stati necessari per mettere in campo azioni ed interventi concreti per far fronte a tutte le criticità dell’apparato sanitario di Taranto», il commento deluso del segretario regionale del Pd, Marco Lacarra.
Tra i consiglieri regionali, Michele Mazzarano manifesta il suo risentimento con un lapidario: «Senza parole».
Il presidente del consiglio comunale, Pietro Bitetti, parla di «sconcertante decisione» e fa appello «ai parlamentari pugliesi e tarantini in particolare, senza alcuna distinzione politica, di attivarsi affinché si ponga rimedio».
Più a sinistra, Mino Borraccino (Sinistra Italiana) definisce «lo strappo del governo una grave lacerazione con tutta la Puglia e non soloo con i tarantini».
Chi invita alla calma è Giampiero Mancarelli, dell’assemblea nazionale del Pd: «Stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo. È indubbio che si sia trattato di un errore gravissimo, la situazione però è recuperabile e stiamo lavorando per questo. In ogni caso, questo incidente non può inficiare la campagna per il Sì. L’attività per il referendum continua».

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