Cronaca

«Crescita nella norma, serve un impegno urgente»

Saldo tra iscrizioni e cessazioni: +292. Il tasso sale dello 0,62%


Nel secondo trimestre 2016 il saldo tra iscrizioni (795) e cessazioni (499) presso il Registro delle imprese in provincia di Taranto è pari a +296, con un tasso di crescita dello 0,62%, 4° fra le province pugliesi, il 45° in Italia.

Queste le rilevazioni di Movimprese sulla nati-mortalità aziendale analizzate dal Centro Studi della Camera di commercio ionica. Alcuni settori, tuttavia, totalizzano un saldo negativo: manifatturiero con -6 imprese; commercio, -42; trasporto e magazzinaggio, -8; servizi di alloggio e ristorazione, -6; attività professionali, -3; noleggio e agenzie di viaggio, -4; attività artistiche, sportive, -4. In pareggio o di segno positivo il saldo degli altri settori. In particolare, l’agricoltura chiude il trimestre con +51 unità.

Come sempre rilevante, ai fini della positività del saldo, il peso statistico delle “imprese non classificate” (+295), quelle cioè iscritte al Registro ma prive di codice di attività economica. La Puglia cresce dello 0,82% (0,76% nello stesso periodo del 2015), seconda solo a Molise e Basilicata che su perano il punto percentuale, e più velocemente del Paese nel suo complesso (0,63%).

Nella regione, come accennato, Taranto è al quarto posto, preceduta da Foggia (prima nella classifica italiana con un tasso di crescita dell’1,21%), Lecce (1,06%), Brindisi (0,79%), e seguita da Bari (0,59%). Il 2016 è iniziato con un saldo fra iscrizioni e cessazioni negativo di -95 unità ed un tasso di crescita negativo pari a -0,20%. Nel secondo trimestre l’andamento appare, dunque, in leggero recupero, ma il saldo è comunque inferiore rispetto a quello registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente (+353 con tasso di crescita dello 0,74%). «Il saldo fra iscrizioni e cessazioni, pur positivo, denota una situazione di crescita imprenditoriale ai limiti dell’ordinario. Un andamento fisiologico che non denota significativi segnali di vitalità del sistema. Inoltre, non è buono il piazzamento della nostra provincia nel panorama regionale ed in quello meridionale – commenta il Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli.

La filiera del turismo non decolla come ci si aspetterebbe in un’area territoriale che dovrebbe puntare sulle proprie vocazioni. Analoga considerazione per il comparto del commercio, sottoposto, come quello manifatturiero, alla doppia tagliola della crisi nazionale e di quella locale che, in questa parte di Mezzogiorno ancora non sono superate. Tutte problematiche che abbiamo denunciato con chiarezza nel corso della nostra ultima Giornata dell’economia e che devono essere affrontate con urgenza e con un impegno corale di Istituzioni e forze sociali ed economiche che, purtroppo, nonostante i numerosi appelli alla coesione, ancora stenta a manifestarsi. Mi auguro – conclude Sportelli – che finalmente nel corso dei prossimi mesi si dispieghino, fra l’altro, gli effetti positivi che il Contratto istituzionale di Sviluppo intenderebbe portare al territorio e che gli interventi che vi sono ricompresi diventino reale volàno di crescita socio – economica».

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