Cronaca

L’altolà dei Genitori di Taranto al Partito democratico

La protesta per i 50 milioni. «Con noi a Roma nessun esponente del Pd locale»


È già polemica sull’annunciata marcia dei genitori tarantini, che sabato 3 dicembre saranno accompagnati sotto Palazzo Chigi dal presidente della Regione, Michele Emiliano.

Respinta infatti la volontà di accompagnarli che era stata espressa ieri dai consiglieri regionali del Pd, in particolare dal consigliere Michele Mazzarano. «In merito alle dichiarazioni del signor Mazzarano riguardanti la riunione silenziosa da organizzare sotto Palazzo Chigi – scrivono – come Genitori tarantini mai accetteremo di farci accompagnare da esponenti locali di partiti politici, in particolare del Pd, da noi ritenuti tra i massimi responsabili dell’attuale drammatica situazione tarantina». Resta da capire che posizione assumerà adesso lo stesso Emiliano, a capo della marcia silenziosa, di fronte a questa presa di posizione dei Genitori che esclude i consiglieri del suo stesso partito. La questione dei 50 milioni destinati alla sanità tarantina e non inseriti nella legge di bilancio ha ormai investito in pieno la Regione.

Il gruppo Conservatori e Riformisti, conn una mozione firmasta da Ignazio Zullo, impegna il presidente Emiliano «ad intervenire energicamente a Roma presso il Presidente del Consiglio e presso i Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato con i capigruppi consiliari o loro delegati per far sentire le ragioni e il bisogno della città di Taranto e della Puglia e sensibilizzare Governo e Parlamento a dare seguito alle assicurazioni fornite in ordine al potenziamento delle attività sanitarie derogatorie del D.M. 70/2015 attraverso un riflessione che porti a riconsiderare quell’emendamento bocciato in commissione bilancio alla Camera per poterne dare forza di legge nell’approvanda legge di stabilità».

A detta del gruppo CoR, con il mancato inserimento dell’emendamento «non è lesa e tradita Taranto ma la Puglia intera senza distinzioni di colori e di ideologie politiche». Sul filo del sarcasmo Cosimo Borraccino (Sinistra italiana): «Verrebbe da dire: “Meno male che c’è ancora il Senato!”».

Esplicito il riferimento alla conferenza del gruppo regionale del Pd e del segretario regionale Lacarra, che hanno fatto «l’elogio del bicameralismo perfetto, auspicando che, nel suo passaggio al Senato, la Legge di Bilancio licenziata dalla Camera possa essere modificata, in modo da recuperare la deroga al DM 70 per poter sbloccare 50 milioni di euro in favore della ASL di Taranto». Di altro tenore il commento della deputata Vincenza Labriola (Gruppo Misto): «Non basteranno di certo 50 milioni di euro per rifondare un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti e che non consente ai tarantini di fronteggiare le devastanti malattie frutto di un inquinamento ambientale killer, che lo Stato non vuole contrastare efficacemente. Taranto ha bisogno di una soluzione definitiva, che parta dalla creazione di un sistema sanitario ad hoc, slegato dalle logiche regionali, perché una situazione di gravissima emergenza deve essere affrontata con provvedimenti eccezionali.

Il presidente Emiliano e il governo nazionale evitino il solito teatrino, non strumentalizzino il dolore degli ammalati, si mettano invece ad un tavolo, e partendo dai dati devastanti delle indagini epidemiologiche, si impegnino a dar vita ad un cambiamento veroil dolore degli ammalati, si mettano invece ad un tavolo, e partendo dai dati devastanti delle indagini epidemiologiche, si impegnino a dar vita ad un cambiamento vero». «Un cambiamento – rposegue la Labriola – che non può prescindere dal superamento di un’Ilva che uccide. Il governo ha il dovere di intervenire sugli effetti e sulla causa. L’economia della città ionica deve essere ripensata completamente. Non basterà certamente un anno, serve una programmazione ventennale, che possa ridisegnare completamente un futuro di giorno in giorno sempre più grigio».

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