Cronaca

Maglia nera per i mutui


TARANTO – Agevolazioni negate, credito con contagocce, tassi d’interesse che diventano stratosferici ‘grazie’ a polizze su misure per le banche. E’ il quadro a tinte fosche, dipinto da Altroconsumo, del rapporto tra i giovani precari ed il mutuo per l’acquisto di casa. Due ‘reporter’ dell’associazione dei consumatori si sono finti coppia – sotto i 35 anni, lei col posto fisso, lui no, con figli – e armati di telecamera nascosta hanno girato 12 città italiane chiedendo 100.000 euro come primo mattone del loro futuro. Tra le città visitate c’è Taranto. La nostra città è risultata la peggiore per la richiesta del credito. La finta coppia in cerca di soldi è andata in giro per 185 agenzie bancarie a chiedere un mutuo ventennale di 100.000 euro.

Risultato? Nel 68% dei casi è stata proposta loro, con una certa insistenza, una polizza incendio ed esplosione e nel 22% una polizza vita di cui la banca è beneficiaria. Nel senso che in caso di morte del contraente, la quota restante del mutuo sarebbe pagata dall’assicurazione. Operazione che costa, e non poco, a chi sottoscrive la polizza sponsorizzata dalla banca, sborsando fino all’80% in più rispetto agli altri prodotti disponibili sul mercato. Una pratica vietata, visto che dal 2 aprile l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni, l’Isvap, con un nuovo regolamento ha vietato alle banche di essere allo stesso tempo erogatrici di mutuo e beneficiarie delle polizze legate al mutuo. Una disposizione ‘dimenticata’ secondo Altroconsumo, che stigmatizza il comportamento degli istituti di credito che ‘dimenticano’ anche il Fondo pro-precari voluto dal governo. Nello specifico di Taranto, spiegano dall’associazione, la polizza può comportare a chi chiede il mutuo un aumento enorme del premio. Di fronte ad una media di circa 6.800 euro, nella nostra città si toccano punte di 21.600 euro, le più alte in assoluto, con una media di 12.000 euro da Bologna a Milano sempre per 100.000 euro di mutuo. “L’iniziativa del Fondo voluto dal governo non ha avuto il successo che meritava, ma ci sono ragioni precise” spiega a TarantoBuonaSera il dottor Emanuele Di Palma, direttore della Bcc di San Marzano di San Giuseppe. “E’ sicuramente mancata la comunicazione, anche verso le banche. La farragino-sità del meccanismo ha fatto il resto. Come banca, preferiamo analizzare le situazioni alla nostra attenzione caso per caso, senza ritardi o perdite di tempo che il ricorso ad iniziative come questa possono comportare. La vera questione – continua Di Palma – è quella del rapporto tra banca e cliente, che deve essere impostato nel segno dell’assoluta trasparenza e correttezza, oltre che di una comunicazione chiara”. Sulla questione polizze ed il record di Taranto? “Anche in questo caso bisogna essere chiari, corretti e trasparenti. Le polizze sono e devono rimanere assolutamente facoltative e proposte, se è il caso, nell’interesse delle parti. Ad esempio, alcune offrono tutela in caso di perdita del posto di lavoro. Ma, ripeto, non possono essere imposte in alcn modo. Chi lo fa agisce in modo scorretto”.

CI SONO 50 MILIONI. MA NESSUNO LO SA. A settembre, per dare una mano ai giovani intenzionati ad acquistare casa è sceso in campo il governo. Sono stati stanziati 50 milioni di euro affinché possano fare da fideiussione a un mutuo per l’acquisto della prima casa richiesto da giovani coppie sposate, conviventi e single under 35 purché con figli minori. C’è anche il sito web: www.diamoglifuturo.it/fondo-casa. Questi soldi sono stati stanziati come garanzia per i mutui erogati da banche che hanno stipulato apposite convenzioni in cui si impegnano a offrire il finanziamento con uno spread massimo dell’1,20% fino a 20 anni di durata, dell’1,50% oltre i 20 anni. In pratica, gli istituti di credito che aderiscono devono limitare almeno alla metà gli spread solitamente applicati, riducendo il loro guadagno a favore di tassi più accessibili. La “coppia” di Altroconsumo ha bussato alle porte di decine e decine di agenzie in otto città, spacciandosi per una coppia semiprecaria, lei col posto fisso lui no: quasi nove agenzie su dieci hanno ignorato il Fondo dicendo di non conoscerlo. Solo nove su 71 hanno fatto l’offerta di mutuo applicando lo spread previsto dal Fondo, voluto dal governo per far aprire le casseforti delle banche anche ai giovani che hanno redditi precari.

Giovanni Di Meo

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