Cronaca

Falsi permessi di costruzione, arrestato un geometra

Era già stato cancellato dall’albo. Confezionava finte pratiche


Falsi permessi a costruire: arrestato geometra già cancellato dall’albo.

I carabinieri della Compagnia di Manduria hanno notificato ieri una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a Giuseppe Vito Morgante, ex geometra 69enne di Manduria, per esercizio abusivo di professione, contraffazione di atti pubblici con sigilli destinati a pubblica certificazione, falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale e da privato. La misura cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto, su richiesta del sostituto procuratore jonico, Lanfranco Marazia.

L’indagine è nata dopo la denuncia presentata da un cittadino manduriano, proprietario di un’abitazione situata nella frazione di San Pietro in Bevagna, nei confronti dell’ex geometra, accusato di avergli fornito un falso permesso a costruire in sanatoria relativo all’immobile. In particolare, la vittima ha dichiarato di aver conferito al professionista, alcuni anni fa, l’incarico di curare la pratica per sanare l’immobile dietro pagamento di un corrispettivo in denaro pari a tre milioni delle vecchie lire. Nel 2010, l’ignaro proprietario ha ricevuto dal professionista il permesso a costruire rivelatosi poi completamente falso.

Infatti, quando la vittima si è recata presso l’ufficio tecnico della cittadina messapica per acquisirne una copia conforme, ha scoperto che la documentazione in suo possesso era falsa, in quanto riportava una firma apocrifa del dirigente dell’ufficio, un numero di protocollo inesistente, oltre ad alcune irregolarità, fra cui la dicitura dei diritti di segreteria espressa in lire e non in euro, e differiva per conformazione della scrittura e del contenuto rispetto ai documenti standard usati dall’ufficio. Per gli stessi fatti è stata sporta analoga denuncia dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, che non ha riconosciuto la propria firma sugli atti presentati. Gli accertamenti avviati dai militari della Stazione di Manduria si sono incentrati sull’acquisizione della documentazione in possesso dell’ente comunale.

Gli investigatori analizzando il materiale cartaceo sequestrato, hanno accertato altri due casi simili a quello denunciato. I proprietari dei relativi immobili, ascoltati dai carabinieri hanno confermato di avere conferito a Morgante l’incarico di seguire i progetti. Il proprietario di un’abitazione situata sempre a San Pietro in Bevagna ha riferito di essersi rivolto al professionista nel 2006, allo scopo di ottenere un permesso a costruire finalizzato all’ampliamento di un balcone del suo fabbricato, pagandogli una parcella e richiedendo ed ottenendo dal geometra il documento attestante la concessione, risultato poi con la firma apocrifa del dirigente dell’ufficio tecnico. L’altro proprietario ha dichiarato di aver incaricato Morgante di presentare al Comune di Manduria un progetto per la realizzazione di un chiosco e di un parcheggio in una località balneare, aggiungendo di aver appreso che la pratica era stata in realtà seguita da un altro geometra.

A quel punto sono state eseguite delle perquisizioni presso gli studi e le abitazioni di Morgante e del suo collega. I militari hanno sequestrato una notevole mole di documenti di carattere urbanistico che, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stata sottoposta all’analisi di un tecnico. Gli accertamenti hanno consentito di acclarare l’esistenza di numerosi altri atti edilizi fasulli, poiché riportavano la firma di capi ufficio, i visti di conformità e il numero di protocollo contraffatti, perché ottenuti con la tecnica del fotomontaggio. Inoltre, i militari hanno accertato presso il collegio provinciale dei geometri di Taranto, che Morgante era stato in più occasioni cancellato e poi riammesso nell’albo, per morosità nei pagamenti della relativa tassa di appartenenza.

Il 69enne, nonostante fosse stato cancellato, l’ultima volta nel 2010, aveva continuato ad esercitare la professione pur non avendone i requisiti, come confermato peraltro ai carabinieri da due dipendenti comunali, che hanno attestato la frequente operatività dell’ex geometra, che aveva presentato almeno altre due pratiche di condono pur non avendone titolo. Giuseppe Morgante è stato accompagnato presso la sua abitazione dove dovrà rimanere ai “domiciliari”.

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