19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:02:28

Cronaca

La riforma della discordia

Le osservazioni di Confagricoltura e Cia


«Siamo alle solite: la Regione decide, gli agricoltori pagano».

Il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica, appena presentato dalla Giunta regionale, non convince per nulla Confagricoltura Taranto. Nel ddl, che dovrà passare all’esame delle commissioni prima e dell’assemblea poi, è prevista la soppressione dei quattro consorzi attualmente commissariati (Arneo, Ugento Li Foggi, Terre d’Apulia e Stornara e Tara) e il loro successivo accorpamento nel Consorzio unico di bonifica Centro-Sud Puglia, che manterrà le funzioni di bonifica e manutenzione dei territori consorziati, mentre l’attività irrigua passerà ad una nuova Agenzia regionale, l’Araia, destinataria anche di alcune funzioni similari scorporate dall’Arif.

«Dalla lettura attenta del ddl – commenta il presidente di Confagricoltura Taranto Luca Lazzàro – si evince un grande disegno di scatole cinesi che ha del luciferino: ed è per questo che sentiamo un gran puzzo di bruciato. La rogna della bonifica e dei debiti pregressi resta al Consorzio unico, mentre il core business della risorsa idrica finisce nelle mani di una nuova Agenzia ma con un codicillo finale che, di fatto, apre la strada della gestione dell’acqua in capo ad Aqp o sua controllata: come dire che l’Agenzia fa testamento ancor prima di nascere». In pratica – rimarca il direttore Carmine Palma – «è successo ciò che temevamo: la Regione Puglia sta creando non un Consorzio nuovo, agile ed efficiente ma una specie di “bad bank” in cui finiscono la montagna di debiti accumulati e le relative transazioni.

Un sasso lanciato nel buco di bilancio cui restano attaccati mani e piedi i nostri agricoltori, cui toccherà pagare i tributi consortili: tornerà il 630, mentre il 750 verrà sostanzialmente sottratto al Consorzio unico e passerà all’Araia. Tutto questo si legge tra le righe di un ddl che fa esattamente l’opposto di quanto avevamo proposto in passato: gestione irrigua mantenuta all’interno dei consorzi e bonifiche alla Protezione civile, trattandosi di opere d’interesse generale». Intanto la Cia Puglia esprime soddisfazione per la sospensione delle “cartelle” dei Consorzi di Bonifica. «Era dall’inizio del 2015 che chiedevamo l’annullamento o, in alternativa, almeno la sospensione degli avvisi di pagamento inoltrati dai Consorzi di Bonifica alle aziende agricole, siamo soddisfatti dunque della decisione di sospendere le cartelle, è un passo importante e doveroso».

Così Danilo Lolatte, direttore regionale di Cia Agricoltori Italiani Puglia, commenta l’intesa annunciata a Bari dall’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, durante l’incontro con i sindaci convocato per discutere del futuro dei Consorzi di Bonifica. La sospensione riguarda le cartelle relative al 2014, mentre sarà bloccata l’emissione delle cartelle del 2015 e non ci sarà iscrizione a ruolo della tassa riferita al 2016. «In attesa che la Commissione Tributaria si pronunci sui ricorsi contro le ingiunzioni di pagamento, credo che la posizione espressa da Leonardo Di Gioia sia assolutamente corretta e giunga a fare chiarezza in un momento molto difficile per gli agricoltori pugliesi – ha aggiunto Lolatte. La scorsa primavera, dopo l’approvazione dello stanziamento di 2 milioni di euro da parte del Consiglio Regionale per avviare la stagione irrigua, la Cia Agricoltori Italiani della Puglia era tornata a chiedere che si facesse chiarezza su una questione da troppo tempo in sospeso.

Anche allora, la Cia e le altre organizzazioni del coordinamento Agrinsieme ribadirono con forza che non sarebbe stato giusto né equo far anticipare agli agricoltori i costi dell’acqua. Costi che – dichiarò lo scorso aprile proprio Agrinsieme Puglia – incidono pesantemente sulle voci di spesa che sopportano le nostre aziende agricole e che quindi influiscono in maniera determinante sulla competitività delle stesse. L’anticipazione richiesta avrebbe determinato un aggravio finanziario insostenibile per gli agricoltori».

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