20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:21:31

Cronaca

Vestas, l’ora dei licenziamenti

I sindacati: scoppia un’altra bomba sociale


Doveva essere un pilastro dell’industria, e della Taranto, del futuro. Ora rischia di diventare quella che i sindacati definiscono «un’altra bomba sociale».

Venti di crisi sul sogno di Vestas: lavoro ed energia pulita, prodotta dalla pale eoliche costruite tra i due mari. «Pronto il licenziamento per molti lavoratori in scadenza di contratto» annunciano in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Nel corso di un incontro tenuto nella sede tarantina di Confindustria, tra l’azienda Vestas Blades e le stesse organizzazioni sindacali è emersa la volontà da parte di Vestas Blades di mettere in ferie forzate (anticipando i ratei di ferie e Par, permessi anni retribuiti, maturandi dal 2017), tutti i lavoratori, suddivisi in due diversi turni: dal 8 al 11 dicembre e dal 19 dicembre 2016 al 8 gennaio 2017. «Ferie dettate da un’assenza di lavoro a causa del completamento anticipato della produzione prevista.

Nella stessa riunione l’azienda ha comunicato di aver già acquisito commesse di lavoro tali da garantire lavoro fino a giugno 2017» si legge nella nota. Alla luce di questa informazione acquisita le organizzazioni sindacali hanno posto all’azienda alcuni quesiti, anche in relazione al futuro occupazionale dei 329 lavoratori somministrati e dei 41 lavoratori diretti con contratto a tempo determinato, per i quali era stato ipotizzato un percorso di stabilizzazione. Da qui il campanello d’allarme. «L’azienda ha annunciato che, considerata la produzione limitata fino a provincia di Taranto e sulle sue specificità epidemiologiche. Investiremo 30 milioni di euro in più rispetto al passato nella provincia di Taranto.

Questi 30 milioni in più si trasformeranno in posti letto (più 22%), in personale, in macchinari e nella realizzazione fondamentalmente di due strutture, il Polo oncologico del Moscati connesso al Santissima Annunziata e collegato, con convenzione, all’Irccs oncologico di Bari ed alle oncologie pugliesi, metà 2017, a partire già da oggi, non rinnoverà i contratti in scadenza al 30 novembre (109 unità), 31 gennaio (113) e 28 febbraio (116)».

Per scongiurare i licenziamenti, Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno proposto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Soluzione questa non condivisa dall’azienda. C’è amarezza, quindi, da parte dei sindacati «che ancora una volta si trovano a gestire una situazione delicata del territorio, sotto il profilo sociale. Come verificatosi in altre circostanze, il territorio ionico diventa terra di conquista da parte delle multinazionali che, dopo aver ricavato i propri utili, senza alcun indugio, disseminano disoccupazione» è il j’accuse delle sigle metalmeccaniche. «Lavoratori che oggi pagano sulla propria pelle l’assenza di un piano industriale adatto alle reali esigenze produttive aziendali, consapevoli delle strategie adottate in passato dalla multinazionale Vestas Nacelles».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche