Cronaca

Fare impresa ripartendo dai giovani

Il parere di Giovanni Palmisano, presidente provinciale della categoria Termoidraulici di Confartigianato


«Una delle direttrici più stimolanti da ricercare per riavviare i motori dell’economia di questa città può riassumersi nell’invito a “ripartire dai giovani”, e sicuramente la retorica non c’entra».

E’ il parere di Giovanni Palmisano, cinquantenne artigiano tarantino, da circa trent’anni operante nel settore dell’impiantistica, presidente provinciale della categoria Termoidraulici di Confartigianato e componente di giunta dell’associazione.

«Crediamo fortemente che la crescita di un territorio necessiti di un ricambio continuo di idee, di stimoli, di energie e soprattutto di persone. Chissà però perché, quando si parla delle nuove generazioni si finisce in mezzo a un intreccio di concetti ed immagini preconfezionate: la fuga dei cervelli, non studiano e non lavorano, la disoccupazione giovanile record, che sono tutte certamente componenti di una fotogofia reale ricca però di molti piu aspetti e sfumature, di cui fanno parte tante altre storie belle e positive. Non possiamo non fare riferimento all’esempio dei silenziosi giovani “imprenditori coraggiosi” del nostro territorio che hanno preso il largo a bordo della propria azienda, dirigendosi anche in porti più o meno lontani, col coraggio di chi sfida lo scoramento e la diffidenza di questi anni difficili. Ma il problema è che qui da noi non ci si aiuta, non ci aiutano le nostre istituzioni ed i nostri amministratori politici. Un vero peccato perchè nella nostra provincia c’è davvero tanta gente in gamba che potrebbe emergere più facilmente se accompagnata da quella dovuta necessaria attenzione da parte delle istituzioni preposte.

Dobbiamo puntare – afferma Palmisano – sulle storie di impresa che devono nascere già a scuola, con idee e progetti che devono stimolare insegnanti e gruppi di ragazzi a ideare un oggetto o un servizio, a imparare da un artigiano come si costruisce e a chiedersi se può avere un mercato, oggi. Il territorio è ricco di singole storie sorprendenti. E pensare che tutta questa vitalità nasce e cresce purtroppo in un terreno ostile, il nostro, fatto di scuole ancora troppo distanti dalle imprese, di un clima culturale tuttora inspiegabilmente prevenuto nei confronti del lavoro manuale indirizzato ancora quasi esclusivamente alla cultura del posto fisso della grande industria a cui poi si aggiungono i difetti di una comunità avulsa in continue contrapposizioni e litigi, dove si fa solo gara a primeggiare senza portare risultati concreti. All’interno di Confartigianato ci sforziamo di dedicare molta attenzione alla fresca energia di chi, da giovane, trova ancora la strada per fare impresa, in barba alla tentazione delle scorciatoie e ai richiami del mito del posto fisso. Sono quelli che hanno capito che nella realtà “sudore” viene prima di “successo”».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche