21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

Governo, al Contratto di sviluppo per Taranto resta De Vincenti

Nell'esecutivo anche la ‘tarantina’ Finocchiaro


E ora? Con la nascita del nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni, a chi andrà il dossier Taranto?

Dovrebbe toccare ancora a lui, Claudio De Vincenti, il ‘tecnico-politico’ che nel giro di cinque anni ha scalato la classifica del potere diventando una sorta di eminenza grigia degli ultimi governi post-berlusconiani. Docente di Economia politica all’Università La Sapienza di Roma, il 29 novembre 2011 viene nominato sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Monti. Da qui segue, nell’estate del 2012, il deflagrare della vicenda Ilva. Il 2 maggio 2013 viene confermato nello stesso ruolo nel governo guidato, dopo le elezioni, da Enrico Letta. Dal 28 febbraio 2014 è viceministro allo sviluppo economico nel Governo Renzi; il 10 aprile 2015 viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel medesimo esecutivo.

Ed è in questa veste che gli viene affidata la guida del CiS, il Contratto di Sviluppo Istituzionale per Taranto, da cui dovrebbe passare il futuro, prossimo e remoto, della città dei Due Mari e dell’acciaio. Le dimissioni di Matteo Renzi, dopo la sconfitta nel referendum sulle Riforme Costituzionali che portavano la firma di Maria Elena Boschi, e la crisi di governo sfociata nella nomina di Gentiloni hanno fatto saltare la riunione di ieri, lunedì; ora che il nuovo esecutivo, che come dichiarato dallo stesso neopremier «durerà sin quando avrà la fiducia del Parlamento» e metterà al centro del suo agire «la classe media ed il Sud», è in carica, si deve riallacciare il filo del discorso Taranto. De Vincenti non è più Sottosegretario, il suo posto è stato affidato proprio alla Boschi, che però difficilmente prenderà in mano la spinosa questione che ruota attorno alla più importante realtà industriale non solo meridionale.

Dovrebbe essere allora ancora De Vincenti, questa volta nella nuova veste di ministro per la Coesione Territoriale e per il Mezzogiorno l’uomo del governo destinato ad avere la ‘delega su Taranto’. Tra Boschi e De Vincenti, poi, spunta anche il nome di Anna Finocchiaro, che nel gabinetto Gentiloni ricopre la carica di ministro per i Rapporti con il Parlamento, dicastero ereditato proprio dalla renzianissima Boschi. Esponente politico di lungo corso, già ufficiosamente candidata alla presidenza della Repubblica, la siciliana Finocchiaro siede in parlamento in ragione della sua elezione nel collegio di Taranto: è quidi, o almeno dovrebbe esserlo, una rappresentante del territorio ionico nel nuovo governo. L’auspicio è che se ne ricordi dopo che, da parlamentare, la sua azione non è sembrata particolarmente attenta alle istanze che vengono dalla città che l’ha eletta.

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