29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

La festa di Paolo VI

Ieri le celebrazioni per i cinquant’anni del quartiere


È stata una grande e gioiosa festa di popolo.

Il quartiere Paolo VI ha celebrato con tutti gli onori i suoi primi cinquant’anni di vita. Dapprima la Santa Messa celebrata dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro con parroci e sacerdoti delle quattro parrocchie del rione, poi il corteo fino a Piazza Carnevale, dove è stata scoperta la targa celebrativa di questo specialissimo compleanno del quartiere nato nel 1966 per i dipendenti dell’allora Italsider e due anni più tardi intitolato a Papa Paolo VI. Una festa alla quale hanno voluto dare il prezioso suggello istituzionale, con la loro presenza, il prefetto Umberto Guidato, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, colonnello Andrea Intermite, il colonnello Renato Turco in rappresentanza della Guardia di Finanza, il vicario del Questore, Angelo Tedeschi, l’assessore Francesco Cosa e il consigliere comunale Emanuele Di Todaro.

L’arcivescovo ha ricordato la figura di Papa Paolo VI, che nel Natale del 1968 celebrò messa all’Italsider: «Allora egli venne a sanare l’equivoco di una Chiesa lontana dai lavoratori e con umiltà varcò i cancelli del siderurgico in una notte solenne celebrata fra gli altoforni anziché sotto la cupola di San Pietro». Monsignor Santoro ha sottolineato la «dignità del lavoro» e la capacità del quartiere di saper accogliere e di saper essere solidale e generoso nonostante le sue problematiche sociali e occupazionali. Un quartiere che accoglie i migranti e che sa andare oltre l’inquinamento con la coltivazione della canapa alla Masseria Carmine. L’arcivescovo ha voluto ricordare una figura importante per Paolo VI: quella di monsignor Guglielmo Motolese, che con la fondazione del Seminario e poi della Cittadella della Carità ha lasciato un segno indelebile nella storia del quartiere.

Molto bello il momento all’aperto: la mostra fotografica di Maurizio Greco (un’altra mostra, quella del circolo fotografico “Il castello”, è allestita all’Ipercoop) e la benedizione della targa affissa sulla facciata di una delle prime abitazioni consegnate cinquant’anni fa. Una targa in ceramica di Grottaglie sulla quale sono dipinti il logo (le ciminiere, il primo lotto e il mirto a raccontare la storia e il futuro a misura d’ambiente) ideato dagli studenti della scuola Pirandello (classe II D), e la frase pensata dagli alunni della Pertini (V E): ”Ogni pietra è stata posta con sacrificio e coraggio. Eri erba, ora sei un grande quartiere. Grazie all’impegno di tanti sarai la casa di un futuro sempre migliore”.

A margine l’indicazione di quanti si sono mobilitati per realizzare l’evento: il nostro giornale TarantoBuonasera, il Progetto Terre Elette-Fondazione con il Sud, la Vicaria di Paolo VI. Ma a questo compleanno hanno contribuito davvero in tanti, dai commercianti ai semplici cittadini. Negli occhi delle centinaia di persone che hanno festeggiato si leggeva tutta la gioia di un quartiere che almeno ieri ha saputo ritrovarsi con un profondo e non comune senso di comunità.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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