27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2021 alle 16:40:07

Cronaca

Amianto, a Taranto la metà dei morti della Puglia

I dati resi noti in un convegno di Ona e Ordine degli Avvocati


La metà dei morti per esposizione all’amianto nell’intera Puglia sono a Taranto.

Lo rivela Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che annuncia un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. «È inammissibile – ha detto Bonanni in un seminario organizzato con l’Ordine degli Avvocati di Taranto – che lo Stato continui a non affrontare quella che qui a Taranto è una vera emergenza, e cioè il gran numero di casi di tumore registrati e purtroppo di morti. Un olocausto, un carnaio. Una situazione, quella tarantina, che richiederebbe in primo luogo di smettere di inquinare con amianto e gli altri cancerogeni, altrimenti la strage continuerà anche nei prossimi anni, tenendo conto dei tempi di latenza. Gli esposti di oggi saranno i malati e purtroppo i morti di domani. Per coloro che sono stati già esposti è necessario uno screening sanitario sui lavoratori e sulla popolazione, in particolare per quelli del quartiere di Tamburi, costruendo un polo oncologico. Necessario inoltre risarcire lavoratori e cittadini».

Nel corso del seminario – “Accertamento dell’esposizione ad amianto – responsabilità civile e penale – proposte di legge per la modifica normativa alle norme vigenti in materia di prescrizioni e decadenze per gli esposti all’amianto” – Bonanni ha aggiunto che l’Ona chiederà, come detto, di aprire una procedura di infrazione alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. L’Ona, che già nel mese di ottobre, è stata impegnata in una maratona pugliese, ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale, con la costituzione di un Comitato Ona Taranto. I morti per mesotelioma nella città di Tarantotra il 2006 e il 2011 – è stato rivelato – sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne.

Tenendo conto che l’Italia ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e che ogni anno vengono censiti 1.500 mesoteliomi, secondo i calcoli si dovrebbe rilevare un caso di mesotelioma ogni 40/50.000 abitanti. A Taranto, che ha una popolazione di 200mila abitanti, dovrebbero quindi verificarsi 4/5 casi di mesotelioma l’anno. Mentre i numeri drammatici parlano di circa 20 casi, con un’incidenza quindi cinque volte superiore all’attesa.

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