Cronaca

«L’inceneritore? Inquina, deve restare spento»

La richiesta del Consigliere comunale Lina Ambrogi Melle


«Si chiede al sindaco ed alla Giunta di far valere il principio di precauzione e di soprassedere alla riattivazione dell’inceneritore Amiu, un impianto in una zona peraltro fortemente impattante dal punto di vista ambientale».

E’ quanto chiede il consigliere comunale Lina Ambrogi Melle che, sull’argomento, ha presentato una mozione che sarà discussa durante il Consiglio comunale in programma domani. «A Taranto c’è un’allarmante situazione sanitaria dovuta alla presenza di diverse grandi industrie inquinanti. Gli inceneritori anche di ultima generazione – si legge nel documento – non eliminano le discariche e producono grandi quantità di inquinanti come fumi, ceneri e acqua tossica. Non esistono filtri che possono trattenere le polveri ultrasottili sotto i 2,5 micron che sono le più pericolose».

«Nel territorio jonico esistono già altri inceneritori – spiega Melle – in numero maggiore rispetto ad ogni altra provincia pugliese ed italiana. Taranto, poi, è agli ultimi posti per la raccolta differenziata tra le province pugliesi con il suo misero 16% e quindi molto lontana dall’obiettivo primario di rifiuti zero nel 2020». Secondo il consigliere comunale «le alte temperature prodotte dalla combustione immettono diossine, furani, metalli pesanti e polveri sottili fortemente cancerogeni, che aggraverebbero i danni sanitari a cui è già soggetta tutta la popolazione di Taranto a causa della presenza sul nostro territorio dell’Ilva e delle altre industrie ad alto impatto ambientale».

La mozione, quindi, oltre a chiedere al sindaco ed alla Giunta «di far valere il principio di precauzione e di soprassedere alla riattivazione dell’inceneritore Amiu, un impianto in una zona peraltro fortemente impattante dal punto di vista ambientale» chiede al Comune «attivarsi per incrementare la raccolta differenziata, il riuso ed il riciclo dei rifiuti con cui si creano risorse lavorative, economiche, salutari e sociali sostenibili».

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