Cronaca

Cemerad, blitz per i documenti sulla gestione dei rifiuti radioattivi

Bonifica e ritardi nell’area di Statte


Caso ex Cemerad: la commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti ha disposto l’acquisizione di documentazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi.

Lo ha reso noto la stessa commissione Ecomafie, guidata dal presidente Alessandro Bratti. In alcuni uffici romani è stata acquisita la documentazione rinvenuta nel deposito di rifiuti radioattivi di Statte. Il provvedimento che è stato eseguito ieri mattina dagli ufficiali di polizia giudiziaria in servizio presso la commissione parlamentare ha l’obiettivo di acquisire documenti e approfondimenti relativi al caso del capannone situato vicino a Taranto e pieno di scorie radioattive.

A Roma acquisito presso la società che custodiva il materiale d’interesse della Commissione l’archivio dei documenti della società che ha raccolto per anni in un capannone di lamiera di Statte i rifiuti radioattivi provenienti da ospedali e industrie di tutta Italia. Gli investigatori del Corpo Forestale dello Stato, che indagarono sul caso nel ’95 per conto della Procura di Matera, hanno riferito che in alcuni casi il materiale contaminato stoccato a Statte riportava tempi di decadenza superiori a 9mila anni. Da vent’anni il capannone giaceva in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi accatastati all’interno. Dopo l’intervento della Commissione ecomafie è stata disposta la sorveglianza armata del sito e sono stati stanziati 10 milioni di euro per la bonifica e la messa in sicurezza.

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