29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 11:00:10

Cronaca

Ma resta la spada di Damocle della perizia


TARANTO – In attesa dell’esito del vertice di oggi a Roma, e soprattutto di quello di giovedì prossimo con il presidente Mario Monti, sulle teste delle migliaia di lavoratori dell’Ilva e delle loro famiglie pende la spada di Damocle della perizia sull’inquinamento. Così da complicare ancora di più la risoluzione di una vicenda costretta, suo malgrado, a viaggiare ora su due binari paralleli. Con la differenza che mentre la magistratura fa il suo dovere sulla base dell’applicazione della legge, chi è venuto a mancare finora è la politica che quelle leggi le scrive, o meglio, dovrebbe scriverle.

Ci chiediamo, ad esempio, che fine ha fatto la legge regionale sempre sbandierata dal governatore Vendola, anticipata a mezzo stampa ma mai presentata ufficialmente? Che cosa ha prodotto finora il Tavolo Tecnico coordinato dal ministro Clini, salvo l’incontro di oggi convocato in tutta fretta e solo per rispondere all’ennesima emergenza? Ovviamente, l’auspicio è che l’incontro di oggi, oltre le chiacchiere, produca atti concreti. Come, ad esempio, rispondere al quesito su quale sia il reale valore di riferimento del PM 10 (come richiesto dal nostro direttore sabato scorso). Non farlo vorrà dire una ulteriore presa in giro.

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