24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca

Ferrante: ora la svolta. Stamattina il vertice


TARANTO – Un’altra giornata cruciale per l’Ilva. Presso la sede del ministero dell’Ambiente, questa mattina, spazio all’importante riunione tecnica a cui sono stati invitati rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico, del ministero per la Coesione Territoriale oltre che della Regione Puglia. Un incontro “finalizzato all’esame della situazione dello stabilimento” hanno spiegato dal ministero, e preparatorio “al tavolo Istituzionale previsto per il 19 luglio quando verrà esaminato lo stato delle iniziative in corso, in relazione all’autorizzazione ambientale ed alla bonifica del sito”. Nel pomeriggio, invece, una rappresentanza dei sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil sarà ricevuta dal governatore pugliese Nichi Vendola.

In ballo, come è noto, c’è il futuro dello stabilimento che dà lavoro a 12.000 persone: sullo sfondo ci sono i provvedimenti della magistratura considerati imminenti, nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento. Il sequestro dell’area a caldo è ritenuto in città tutt’altro che remoto ed il timore è che questo possa tramutarsi in un drastico ridimensionamento dei livelli produttivi ed occupazionali. Intanto, la scena ieri è stata tutta per il nuovo presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante. “Il Gruppo Riva vuole restare a Taranto, lo stabilimento è strategico per le attività dell’azienda. L’Ilva non è contro Taranto. Piuttosto, vuole essere con i tarantini, al loro fianco, per lo sviluppo economico, sociale e culturale di una città a cui teniamo molto”. Ieri l’ex prefetto e candidato sindaco di Milano per il centrosinistra nel 2006 ha convocato una conferenza stampa, dopo aver incontrato Vendola, Florido, i vertici locali delle forze dell’ordine, i quadri ed i dirigenti aziendali. “Ai lavoratori ho detto: l’Ilva siete voi, siamo intenzionati a mantenere gli attuali livelli occupazionali”. Sui possibili, probabili sviluppi dell’inchiesta sull’inquinamento: “Ho massimo rispetto per le istituzioni e per l’attività dell’autorità giudiziaria. Ogni previsione è oggi prematura” la risposta di Ferrante, che nel suo curriculum ha anche i ruoli di Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno con Giorgio Napolitano, vice capo della Polizia e Alto Commissario contro la corruzione. “Attendiamo con serenità ogni decisione della magistratura. Poi, noi siamo azienda, e vogliamo continuare a produrre, nella consapevolezza che la tutela del lavoro, ma anche dell’ambiente, sono valori in cui riconoscersi. La nomina di una persona con il mio passato – ha aggiunto Ferrante – vuole rappresentare un segnale da parte dell’azienda. Io sono un garante del rispetto delle regole”. Quasi un Ôcommissariamento’ quello che Riva ha imposto alla sua azienda? “La società ha problemi evidenti. Il momento non è facile, per la congiuntura economica e le vicende giudiziarie. Emilio Riva, di cui sono amico da tempo, mi ha chiesto di dargli una mano. La sua decisione mi ha sorpreso, ma anche reso orgoglioso, perché il gruppo aveva sempre affidato la guida dell’azienda ad un uomo della famiglia. Vorrei che si abbassasse il livello di conflittualità tra azienda e territorio. Lavorerò per questo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche