Cronaca

«Il Fertility Day? Lorenzin venga qui»

Giuseppe Turco: per i tarantini è un attacco al buonsenso


“La ministra voleva girare uno spot più efficace e reale? Le bastava venire qui a trascorrere la sua gravidanza, magari al rione Tamburi o a Statte. Sarebbe stata più credibile. Avrebbe ammirato le nostre bellezze ma avrebbe anche compreso quanto sia difficile la genitorialità”.

Al consigliere regionale tarantino della Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, la campagnaFeritility Day del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, non è proprio piaciuta.

Consigliere allora questa campagna del ministro Lorenzin non l’ha convinta?
“Per nulla, mi è sembrata inutile. Nell’ambitodell’autodeterminazione e dell’autonomia di una coppia non si interviene con slogan che per altro non influenzeranno una scelta così importante e impegnativa per una donna. Mi sembra di essere tornati indietro…”

Mi scusi, in che senso?
“A prima vista sembra essere ritornati, e mi scuso per il parallelismo, al periodo fascista e al discorso del duce del 26 maggio 1927, “Discorso dell’ascensione”, con il quale apriva ufficialmente la cosiddetta battaglia demografica, concetto espresso precedentemente dalla stampa conservatrice contro l’emancipazione della donna. Certo, l’idea della procreazione del periodo fascista era legata al culto imperialista, al ruolo centrale militare attraverso una gioventù fascista capace di dominare le altre razze. Oggi ricordare alle donne che il tempo passa e con esso il periodo della fecondità, mi sembra molto riduttivo ed inefficace”.

Si parla di denatalità nel nostro Paese. Quali sono gli incentivi che le istituzioni devono attivare per convincere le coppie alla procreazione?
“Al ministro Lorenzin potrei consigliare qualcosa di utile per sostenere l’incremento demografico eliminando tutti quei fattori che costituiscono purtroppo un ostacolo soprattutto per le giovani coppie. L’insicurezza economica prima di tutto, una coppia non mette al mondo un figlio per fare felice lo Stato. È una sceltaconsapevole e di profondo amore verso un prossimo che non conosce; una donna non procrea per il fine antropologico di non estinguere la razza, ma necessita di sicurezza per il suo essere,quella sicurezza e quel futuro che le sono stati negati da una società poco altruista e molto egoista. Diciamo che scatta un meccanismo che è definito ‘spirito di conservazione’ su una creatura prima ancora che nasca. Quindi sicurezza significa garantire asili nido, lavoro, misure di sostegno alle famiglie,interventi sanitari gratuiti per la sterilità”.

Fertility Day a Taranto e nell’intera provincia suona un po’come una provocazione. Tra lavoro che manca, emergenza ambientale e alto tasso di tumori infantili. Non crede?
“Alcuni ministri o politici, in genere, vivono vite parallele a quelle reali perché non hanno vissuto, né conoscono la realtà, vivono in dimensioni parallele. Parlare a Taranto di procreazione è difficile, nonostante la nostra origine spartana, ma senza ricorrere alla genetica e ai fasti di un passato remotissimo. Taranto è la sintesi di tutte quelle condizioni ostative alla procreazione e che nessuno intende rimuovere: crisi economica, disagio sociale, sanità a tinte fosche, aumento di patologie neoplastiche in età infantile, criticità ambientali. Quindi, questa giornata per i tarantini sembra un altro attacco al buonsenso. Si può quasi accostare alla satira sgradevolissima dei francesi sui nostri morti nell’ultimo terremoto. Nessuno me ne voglia ma per Taranto purtroppo è questo”.

Svesta i panni di consigliere regionale. Lei è innanzitutto un medico. Quali consigli si sente di dare alle coppie?
“Come medico e come marito e padre posso solo raccomandare alle donne, o meglio ad una coppia, che la procreazione non è un obbligo di legge, né occorre dimostrare la propria virilità attraverso la procreazione così come è avvenuto in alcuni ceti sociali e in alcune regioni. Deve essere una scelta condivisa senza influenza alcuna, tantomeno quella religiosa. Occorre una riflessione intima, cioè capire se al nascituro potremo garantirgli il nostro amore e un minimo di sostegno materiale. Poi ovviamente restano sempre consigliabili tutte le analisi del caso”.

Di cosa ha bisogno una donna quando porta in grembo il proprio figlio?
“Di una incisiva assistenza psicologica. In alcuni casi infatti casi la gravidanza e il parto vengono visti come un ostacolo alla sua vita autonoma, ritenendolo eventi squisitamente dolorosi”. 

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