21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 15:52:00

Cronaca

Accoglienza e integrazione, torna il premio Taras Pax

Presentato l’evento che si terrà giovedì nella chiesa del Carmine


Ritorna il Premio Taras Pax, nato per segnalare personalità che si sono distinte nelle testimonianze concrete di solidarietà e nelle attività per l’accoglienza e l’integrazione.

La quinta edizione del Premio “Taras Pax” è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, presenti don Nino Borsci, direttore della Caritas Diocesana di Taranto, Salvatore Perillo, presidente dell’Aps “Rinnovamento & Partecipazione”, e Paolo Ruta, presidente Amici della Musica “Arcangelo Speranza” Taranto. La Caritas Diocesana di Taranto organizza, in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale “Rinnovamento & Partecipazione” e l’Associazione Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, la quinta edizione del Premio “Taras Pax”.

L’evento, presentato da Nicla Pastore, si terrà alle ore 19.30 di giovedì prossimo, 29 dicembre, per la prima volta nella Chiesa di Maria Santissima del Monte Carmelo, in piazza Giovanni XXIII a Taranto, prestigiosa location resa disponibile dal parroco, monsignor Marco Gerardo, e dalla Arciconfraternita “Maria Santissima del Carmine”. Come ha annunciato Paolo Ruta «la serata sarà impreziosita dalla performance del celebre tenore Luca Canonici, accompagnato al pianoforte dal maestro Davide Dellisanti, che canterà tradizionali canzoni natalizie e famose arie d’opera».

Noto al grande pubblico per essersi classificato al secondo posto al Festival di Sanremo 2010 con la canzone “Italia amore mio”, cantata assieme a Pupo e a Emanuele Filiberto di Savoia, Luca Canonici è un affermato tenore con una luminosa carriera che l’ha visto cantare nei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui la Scala di Milano, la Royal Opera House-Covent Garden di Londra, la Staatsoper di Vienna, la Concertgebouw di Amsterdam, la Fenice di Venezia, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il San Carlo di Napoli, collaborando con direttori d’orchestra del calibro di Riccardo Muti, Bruno Campanella, Riccardo Chailly, John Eliot Gardiner, Daniel Oren e Georg Solti.

Salvatore Perillo ha poi spiegato che «il Premio Taras Pax è nato da un idea di don Nino Borsci, direttore della Caritas Diocesana di Taranto e presidente della Comunità Airone, come strumento di diffusione dei risultati del Progetto Sprar “Motus Animi” in corso a Massafra». «Il Premio Taras Pax – ha poi detto Salvatore Perillo – rappresenta una importante occasione per sensibilizzare il territorio regionale circa la necessità di una costruttiva integrazione tra i popoli, di una propositiva inclusione sociale capace di abbattere le barriere della marginalità, di una nuova modalità di vivere la propria comunità come soggetto deputato all’inclusione ed al superamento delle diversità». A tal fine il Premio Taras Pax vuole individuare e proporre ai cittadini modelli positivi ai quali ispirarsi affinché si possa andare incontro ad una società che, pur nelle sue differenze, sia unita, tollerante, accogliente, generosa e civile.

Sono quattro le categorie previste dal Premio “Taras Pax”, i nomi dei premiati saranno resi noti nel corso della cerimonia di premiazione che, come detto, si terrà nella serata di giovedì 29 dicembre nella Chiesa del Carmine di Taranto. In conferenza stampa Salvatore Perillo ha però anticipato che «il “Taras Pax Società Civile” 2016, volto a premiare chi si sia speso nella società affinché i valori ispiratori del premio si possano coniugare in un quotidiano sempre più frenetico ed attento ai profitti, sarà assegnato ad Antonello Papalia, priore della Arciconfraternita “Maria Santissima del Carmine” che ogni giorno sostiene concretamente chi vive un disagio, azione ancora più meritoria perché svolta nel cuore della città di Taranto, quel borgo umbertino che purtroppo presenta ancora sacche di povertà e disagio poco conosciute ai più».

Le altre tre categorie sono il “Taras Pax Pubblica Amministrazione” che riconosce l’impegno di pubblici amministratori volontariamente in prima linea al fianco di chi soffre, di chi è ultimo, di chi va aiutato, il “Taras Pax Ecclesia” che premia chi nella Chiesa si spende per la realizzazione del progetto ecumenico e per il dialogo interreligioso scevro da estremismi ed aperto alla mediazione tra culture e, infine, il “Taras Pax Artisti per la Pace” che segnala artisti e operatori culturali che nella loro carriera siano stati testimonial di valori di fratellanza e di eguaglianza tra gli uomini e i popoli.

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