Cronaca

Dossier sulle “fatiche” degli onorevoli

Anche i nostri parlamentari passati ai raggi X da OpenPolis


Un tarantino all’ultimo posto tra i deputati, una “tarantina” al primo tra i senatori, anche se dalle nostre parti tanto impegno non è parso particolarmente incisivo.

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il nuovo rapporto sullo stato della produttività parlamentare della XVII legislatura da parte dell’associazione OpenPolis. Attraverso elementi quantitativi e qualitativi è stata valutata l’azione di deputati e senatori per rilevarne l’efficacia; spulciando la graduatoria, regionale e nazionale, ecco i nomi dei nostri rappresentanti. Alla Camera, tra i pugliesi spicca l’ultimo posto di Alessandro Furnari, 605esimo a livello nazionale con un indice di produttività di 36.34 (Francesco Paolo Sisto, primo in Puglia, arriva a 608.36).

Un exploit di cui il candidato sindaco di Taranto per il Movimento 5 Stelle – nel 2012 prese un magro 2%, prima del boom pentastellato – ha poco di cui andare orgoglioso. Ha comunque un posto nella storia del Parlamento, visto che è stato il primo transfuga dal M5s al gruppo misto: gli ex compagni di partito lo accusarono di averlo fatto per non doversi ridurre lo stipendio, che per un parlamentare è al lordo circa 16.000 euro al mese. Lui parlò di divergenze sul caso Ilva. Assieme a Furnati divorziò da Beppe Grillo anche l’altra tarantina Vincenza Labriola, al 27esimo posto regionale (328esimo nazionale) con un indice di produttività di 127.08; ha fatto meglio di Ludovico Vico, Pd, 36esimo a livello regionale e 543esimo nazionale. Indice: 62.72.

Un gradino sopra Labriola c’è Gianfranco Chiarelli dei Conservatori e Riformisti, 26esimo regionale e 316esimo nazionale, con 130.13 ‘punti’ di produttività. Ottimo, e forse sorprendente, il sesto posto regionale (97esimo nazionale) di Donatella Duranti di Sinistra Italiana, con un indice di produttività di 271.96, mentre manca di poco l’ingresso tra i primi cento il deputato del Pd Michele Pelillo, ottavo a livello regionale e centodecimo nazionale con un indice di 259.91.

Tra i senatori, l’attuale ministro per i Rapporti con il Parlamento, la siciliana Anna Finocchiato, dodicesima nella graduatoria nazionale, in quanto eletta a Taranto risulta al primo posto in Puglia (indice di 499.99). Diciamo che tanto impegno però ha lasciato poche tracce sul suo collegio elettorale. OpenPolis annota come dei 950 parlamentari in carica, la stragrande maggioranza svolge un ruolo minimo nella produzione legislativa delle due camere. Ruolo che spesso si limita a una partecipazione assidua ai lavori dell’aula, elemento che di per sé non basta ad alzare il punteggio nell’indice.

Ma essere molto presenti in aula non basta ad avere un alto indice di produttività. L’elemento più influente è un altro: il ruolo o l’incarico dei singoli parlamentari. Nel corso degli anni, sviluppando l’indice di produttività parlamentare, è apparso evidente che ricoprire ruoli chiave fa la differenza. Particolarmente influenti risultano i presidenti e vice presidenti di commissione e dei capigruppo di aula e commissione. A queste figure spesso è affidato il ruolo di relatore, figura sempre più centrale in un parlamento in cui l’iniziativa legislativa è principalmente in mano al governo. Per la stesura di questo rapporto sono stati analizzati gli atti parlamentari da inizio legislatura al 21 novembre 2016. Le classifiche aggiornate quotidianamente sono disponibili online sulla piattaforma openparlamento.it.

Nell’indice di produttività la stragrande maggioranza degli eletti ottiene un punteggio basso, raggiungibile anche solo con le presenze. Appena il 5% riesce ad avere un’influenza sui lavori dell’aula. Nell’analizzare l’attività del parlamento italiano sono molte le considerazioni da fare. La prima è che la produttività non è distribuita in maniera uniforme. Dei 950 parlamentari in carica, la stragrande maggioranza svolge un ruolo minimo nella produzione legislativa delle due camere. Solo pochi eletti risultano produttivi, almeno per quello che è tracciabile dall’esterno.

Sono diversi gli elementi che contribuiscono a formare il punteggio finale. Alcuni, come le presenze, bastano per ottenere solo posizioni basse, fino a 200 punti: una soglia che oltre il 70% dei deputati e senatori sfiora soltanto. Da segnalare come, a livello nazionale, i parlamentari più produttivi siano quelli della Lega Nord.

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