01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

L’ordinanza che non ci salva dai botti

Si dichiara guerra il 31 dicembre, mentre tutto l’anno trionfano gli abusivi


Chiariamo subito: i botti di fine anno non sono vietati.

Lo sono solo quelli fuorilegge, quelli cioè non conformi alle norme e alle prescrizioni europee, il più delle volte venduti agli angoli delle strade da ambulanti completamente abusivi.

Appare surreale che a ribadire una verità così banale sia addirittura un’ordinanza firmata dal sindaco Ippazio Stefàno. Forse per stare dietro alle tendenze ambiental-animaliste, forse per mettersi al passo di altri sindaci che hanno adottato provvedimenti analoghi, il 27 dicembre il primo cittadino ha firmato la fatidica ordinanza. Lo ha fatto scomodando una serie di norme sulle competenze del sindaco in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, direttive europee sul mercato di articoli pirotecnici e sulle conformità al marchio “CE”. Tutto questo scovare nelle pieghe dei codici per dire, appunto, che i botti illegali sono… illegali e quindi vietati. Ma che i botti illegali siano illegali lo dicono già le leggi, perché si tratta di prodotti non conformi alle prescrizioni di sicurezza e perché sono venduti in modo clandestino.

Per questi prodotti – lo dice la stessa ordinanza – esiste già il divieto di vendita. Non c’è dunque bisogno di un’ordinanza per ribadirlo. Un pleonasmo, direbbero i linguisti. Un atto superfluo e sovrabbondante. Inutile, insomma. È un po’ come fare un’ordinanza per dire che sono vietate le sigarette di contrabbando o che non si può rubare dal 29 dicembre al 6 gennaio.

L’ordinanza firmata dal sindaco sancisce «il divieto assoluto di far esplodere petardi e/o giochi pirotecnici che non presentino i caratteri di conformità previsti dal decreto legislativo 123/2015, dei quali è già fatto divieto di vendita, anche in forma ambulante, per le conseguenze che provocano a persone, animali e cose». Stabilisce, inoltre «l’assoluto divieto di vendita di qualsiasi genere di petardi e artifici pirotecnici, svolta in forma ambulante, su tutto il territorio comunale». Questi divieti valgono dalle 00.01 del 29 dicembre fino alle 23.59 del 6 gennaio. Quindi, cosa significa, che fino a mezzanotte del 29 dicembre si possono far esplodere le granate e che dal 29 al 6 gennaio ci si deve limitare alle stelle filanti? Il dubbio è che questo risibile provvedimento, che per i trasgressori prevede multe da 25 a 500 euro, sia frutto di un compromesso politico. Da una parte, come detto, c’è forse l’esigenza di mostrarsi sensibile alle tematiche ambientalanimaliste; dall’altra la necessità di non andare il sindaco stesso contro legge, avendo l’obbligo di rispettare il lavoro dei rivenditori autorizzati che commerciano prodotti a norma di legge.

Non a caso le armerie hanno fatto sentire forte la loro voce in questi giorni. Il caso Raggi, a Roma, dove il Tar ha sospeso l’ordinanza che vietava i botti, insegna molto sotto questo aspetto. L’inferno che si scatena a Taranto nella notte di San Silvestro non si spegne con un’ordinanza che poi non si è tecnicamente e materialmente in grado di far rispettare. Sono altri i percorsi da intraprendere, piuttosto: la repressione senza sconti e – ma questo richiede tempo e pazienza – la diffusione di una cultura della legalità che porti ad una crescita del senso civico dei cittadini. La strada da percorrere è lunga, a giudicare non solo dai botti ma da tutto il campionario di mobili ed elettrodomestici defenestrati senza ritegno non solo alla mezzanotte fra il 31 dicembre e l’1 gennaio.

Per cominciare, si potrebbero stroncare da subito tutti gli abusivi che vendono pesce, cozze, frutta e verdura di ignota provenienza ad ogni angolo di strada. Senza alcun riguardo per l’igiene, la sanità e per il decoro urbano e nella certezza assoluta dell’impunità. Se non si comincia con queste azioni, ogni ordinanza dell’ultimo dell’anno non può che seguire il destino della carta straccia: nel bidone dell’immondizia, sempreché si sia abbastanza educati da non gettarla per strada.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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