Cronaca

Addio 2016. Non ci mancherai

Più ombre che luci. Il 2017 può essere l’anno della svolta


Un anno in chiaroscuro.

Più scuro che chiaro, in realtà. Difficile che i tarantini rimpiangano il 2016, anno (bisestile) che sta per togliere il disturbo per lasciare il passo ad un 2017 gravido di speranze per la nostra città. Il prossimo sarà comunque un anno di svolta: le elezioni aministrative, con l’era Stefàno che si chiuderà, ma anche l’annunciata vendita dell’Ilva promettono cambiamenti che sembrano francamente necessari.

Ma intanto, quali sono stati gli eventi che hanno contraddistinto l’anno che se ne va? Per restare in tema Ilva, doveva essere un anno decisivo; invece sono stati dodici mesi di transizione, da cui è emerso che comunque vada a finire la gara voluta dal governo, la ‘testa’ del nuovo Siderurgico sarà in India, visto che le cordate in ballo o fanno capo ad ArcelorMittal o hanno in Jindal il vero socio forte, al di là di italianità più o meno di bandiera.

Nel 2016 Taranto ha vissuto sulla propria pelle i nodi e le contraddizioni dell’emergenza immigrazione, con l’hotspot al porto pienamente operativo ed al centro di polemiche anche forti, come quelle seguite alla pubblicazione del rapporto sui presunti abusi ai migranti diffuso da Amnesty International. A gennaio la città si è vista scippare la storica Soprintendenza archeologica, passata sotto la guida dei più forti leccesi; a febbraio si sono levate proteste per i ridimensionamenti di diversi ospedali della provincia nelll’ambito del piano regionale, mentre in città torna a scorrere il sangue con l’omicidio di Peppe Axo in pieno giorno al rione Salinella. Marzo verrà ricordato per le tante manifestazioni dei ferrivecchi che con la ripetuta occupazione del ponte girevole sono stati capaci di mettere sotto scacco il capoluogo, paralizzandone il traffico.

Ad aprile le cronache sono monopolizzate dal caso nazionale Tempa Rossa, che sfiora anche la nostra città che del progetto è il terminale. A maggio si insedia il nuovo procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo, mentre si registra il grande successo della petizione con la quale si chiede che Taranto sia dotata di un Ircss, Istituto per la cura e ricerca sui tumori. Un altro omicidio, intanto, fa temere il ritorno degli anni bui: è quello di Mario Reale, al rione Tamburi. Alle elezioni che, a giugno, interessano undici comuni della nostra provincia si registra un autentico tracollo del Partito Democratico; qualche giorno dopo, la città è sconvolta la sera del 7 giugno dall’omicidio di Federica De Luca e del figlioletto, ammazzati brutalmente da Luigi Alfarano, marito e padre delle vittime.

Giugno è anche il mese di due importanti operazioni che colpiscono la criminalità locale: prima il blitz Feudo poi Città Nostra fanno registrare una serie imponente di arresti. A luglio, per la prima volta Taranto ospita il Puglia Pride mentre un altro delitto, quello in cui viene ucciso Francesco Galeandro, si consuma questa volta a Pulsano. Il giorno 29, soprattutto, è quello in cui l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi approda in città, decantando la bellezza del museo MArTA e rilanciando lo sviluppo del porto. Il 4 agosto è un giorno che i tifosi rossoblù non dimenticheranno, con il ripescaggio in Lega Pro del Taranto che finalmente lascia la serie D e torna nel calcio che conta, confrontandosi nuovamente con rivali storiche come Catania, Lecce, Foggia.

A settembre, i primi arresti preannunciano l’autentico terremoto delle tangenti nell’ambito degli appalti della Marina Militare che poi esploderà ad ottobre, mentre si torna a morire in Ilva, con l’operaio dell’appalto Giacomo Campo vittima di un fatale incidente nell’Altoforno 4. Mentre la storica Birra Raffo passa sotto il controllo dei giapponesi di Asashi, ad ottobre Taranto entra nel progetto delle Autostrade del Mare, ed il 29 si svolge la Spartan Race, evento che si ripeterà anche nel 2017 e nel 2018. Gli ultimi due mesi dell’anno vedono il riacutizzarsi della piaga occupazionale, con particolare riferimento alle vertenze Bricocenter e Cementir, mentre si fa aspro lo scontro tra Comune e mondo del commercio.

Tra le note positive, i cinquant’anni del quartiere Paolo VI.

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