Cronaca

Amianto Ilva, un tavolo per la mappa

La Fiom Cgil chiede il confronto con i commissari dell’azienda


Sono settimane importanti per fare chiarezza sullo stato di salute dello stabilimento siderurgico, almeno per quel che riguarda la presenza di amianto nei luoghi di lavoro. Un tavolo di confronto sulla mappatura dell’amianto all’interno dello stabilimento Ilva viene richiesto dalIn particolare è quanto chiede la Fiom Cgil in una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio, al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero della Salute e ai Commissari Straordinari dell’Ilva.

Il 31 dicembre, infatti, «sono scaduti i termini entro i quali, ai sensi dell’articolo 1 bis del decreto legge n. 98 del 09/06/2016 convertito con la legge n. 151 del 01/08/2016, i Commissari Straordinari avrebbero dovuto trasmettere al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare la mappatura dei rifiuti pericolosi o radioattivi e del materiale contenente amianto aggiornata al 30 giugno 2016». La Fiom «ribadisce la necessità che i Commissari, all’interno della relazione, facciano riferimento non solo alla mappatura e alle attività di bonifica già effettuate, ma anche al piano di bonifica, ai tipi e allo stato dell’amianto, ai procedimenti applicati per la bonifica, al numero e dati anagrafici degli addetti, alle caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e alle misure adottate e in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente, al fine di verificare la necessità di estendere i processi di allontanamento dei lavoratori dalle fonti di rischio presenti nello stabilimento siderurgico».

Nella nota firmata da Giuseppe Romano e Francesco Brigati, per la segreteria provinciale, e dalle rappresentanze stri incontri e portare le loro proposte alternative al governo, ai lavoratori. Per ora si sente un gran parlare da più parti di bonifica, decarbonizzazione… ma nessuno ha mai realmente illustrato le proposte. Ecco noi chiediamo a tutti, nessuno escluso, di venire alle assemblee e spiegare ai lavoratori cosa vogliono realizzare e la reale fattibilità, guardando all’ ambiente, all’occupazione e al reddito. Non si tratta di un confronto, ma di un’opportunità per presentare concretamente le loro proposte. Ci sembra in perfetta democrazia dare la possibilità a tutti ad esporre i propri progetti fermo restando che continuiamo a sostenere la nostra posizione, ovvero la nazionalizzazione, qualunque sia la proposta futura».

Nelle assemblee l’Usb presenterà una proposta di legge per i dipendenti Ilva/ appalto esposti all’amianto e alle sostanze cancerogene, avviando una raccolta firme tra i dipendenti. «In continuità con le assemblee di giugno, presenteremo una bozza di legge da portare ai parlamentari in cui si chiede il diritto al riconoscimento ai benefici contributivi per i lavoratori Ilva ed appalto che sono stati esposti, così come afferma lo studio Sentieri e i vari studi effettuati all’interno della fabbrica, all’amianto e agli agenti cancerogeni. E faremo una raccolta firme a sostegno della stessa». sindacali unitarie, la Fiom chiede «che tale relazione sia presentata e discussa anche con le organizzazioni sindacali al fine di aprire un tavolo di confronto con il Governo e i Commissari e verificare la corretta attuazione di tutte le misure necessarie alla tutela e salvaguardia della salute e sicurezza di tutti i dipendenti dello stabilimento Ilva di Taranto».

Ora toccherà ai commissari Piero Gnudi, Corrado Carrubba, Enrico Laghi, spiegare a che punto sono mappatura e relazione.

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