25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Elezioni rinviate per neve, ma lo scontro s’infiamma

Donatelli del Pd: «Alleanze “strane”. Ridiamo il potere di voto ai cittadini»


«Le eccezionali condizioni climatiche che non consentono la regolare partecipazione alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di tutti i consiglieri della provincia di Taranto, in parte isolata dalle precipitazioni nevose».

Questa la motivazione che ha spinto il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, a rinviare le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale (inizialmente programmate per l’8 gennaio) a domenica 15 gennaio. Nel seggio di Palazzo del Governo si voterà dalle 8 alle 20. In totale saranno quattro le liste che si contenderanno i dodici scranni del Consiglio provinciale. Due per il centrosinistra e due per il centrodestra. Quarantuno, invece, i candidati al Consiglio provinciale. Elezioni con il “voto ponderato”.

Domenica 15, infatti, non saranno chiamati al voto gli elettori della provincia di Taranto ma i sindaci ed i consiglieri comunali dei 27 Comuni dell’arco jonico (Martina Franca e Palagiano sono stati commissariati). Sindaci e consiglieri, quindi, esprimeranno un voto che verrà “ponderato” sulla base di un indice che rappresenta, sostanzialmente, il “peso del voto” di ciascun elettore che sarà determinato in relazione alla popolazione complessiva del Comune di appartenenza. Intanto i candidati scaldano i motori in vista dell’appuntamento elettorale. Tra questi Francesco Donatelli (capogruppo a Grottaglie, candidato nella lista Pd) che parla di «alleanze “strane” costruite, non nell’interesse dei territori, ma che rispondono a logiche e dinamiche non correlate agli interessi delle comunità amministrate.

Sul destino delle Province, il movimentato dibattito politico con al centro l’obiettivo di eliminare un ente intermedio tra Comuni e Regione, ha portato all’attuale situazione. Ha generato, soprattutto negli ultimi cinque anni, un caos normativo caratterizzato da una schizofrenia del legislatore fino all’ultimo tentativo proposto con il referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. Nel frattempo, con le leggi di bilancio nazionale sono state tagliate notevoli risorse finanziarie, mentre le Regioni hanno messo in campo una serie di proposte legislative come ha fatto la Giunta regionale pugliese nel settembre 2015. Come è noto l’esito della consultazione referendaria ha bocciato la proposta di soppressione e, di conseguenza, rimane l’incertezza sul futuro delle province.

Quello che occorre fare ora – sostiene Donatelli – è ridisegnare compiti e funzioni poiché, una cosa è certa, l’ente mantiene rilevanza costituzionale ed autonomia finanziaria, si occupa di funzioni fondamentali come viabilità, edilizia scolastica, tutela ambientale e politiche di area vasta. Va dunque ridisegnato il profilo giuridico della Provincia (alla luce della volontà espressa dal voto referendario) partendo dall’importante contributo di Anci ed Upi. Ritengo che, a questo punto, sarebbe saggio restituire il potere ai cittadini-elettori di esprimere con il proprio voto il governo e i componenti dell’assemblea provinciale anche per evitare (come nel caso tarantino) che si continui nell’ambiguità di alleanze “strane” costruite, non nell’interesse dei territori, ma che rispondono a logiche e dinamiche non correlate agli interessi delle comunità amministrate».

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