20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

Cronaca

Bruciano i ricordi del Palace

Tragedia sfiorata nello storico ex hotel in viale Virgilio


Quando ne annunciò l’acquisto, l’imprenditore Enzo D’Addario – erano gli anni della spumeggiante presidenza del Taranto, e del ruolo da king maker del sindaco Ippazio Stefàno con tanto di sfilata in centro – disse di volerne fare un simbolo della rinascita della città. Ecco, anche alla luce di quella dichiarazione d’intenti, il rogo di ieri sera allo storico ex hotel Palace, in viale Virgilio, non è più (solo) un fatto di cronaca.

E’ un simbolo. Il Palace, negli anni della Taranto capitale industriale del Mezzogiorno, era uno dei tanti alberghi della città che accoglieva trasfertisti dell’Italsider, oltre ai familiari dei militari di leva che si ritrovavano a passare un anno della loro vita nella nostra città. Quell’hotel che si trova in una delle zone più belle del capoluogo è diventato, anno dopo anno, un tetto per i tanti disperati e senzacasa che, come fantasmi, vivono in una città dove sempre di più sono anche gli edifici abbandonati. Proprio un fuoco, appicato per scaldarsi in questi giorni di gelo, appiccato da un homeless avrebbe poi dato vita al rogo spento dai vigili del fuoco dopo le segnalazioni di alcuni automobilisti. Erano da poco passate le 20.30 dell'altra sera, sul posto sono intervenuti anche i poliziotti della Questura di Taranto.

L’emergenza è stata risolta; resta la ferita di un autentico letamaio nel pieno centro della città. Oltre a chi cerca un ricovero di fortuna, tra quelle camere che hanno ospitato chi è passato da Taranto per scelta o per necessità, oggi è possibile trovare solo qualche predone del rame che per un po’ di oro rosso da smerciare a pochi euro mette a rischio la propria vita. Come accaduto ad un giovane folgorato in una cabina elettrica in disuso nei sotterranei. Delle risate, e dei momenti spensierati di chi si affacciava per incantarsi davanti al mare di Taranto resta solo un pallido ricordo. Come delle ambizioni di una rinascita che non c’è stata.

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