30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

L’Ordine degli Architetti: «La città è paralizzata»

L'accusa: Piani urbanistici, progetti e bandi. È tutto fermo


«La fase di programmazione e progettazione della città è ferma. Una circostanza che di fatto blocca l’intera macchina economica del territorio».

E’ un quadro a tinte fosche quello disegnato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Taranto, che ieri mattina ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulle varie questioni urbanistiche in atto che riguardano la città e la provincia. «Da tempo ormai dobbiamo fare i conti con una situazione di stallo che di fatto sta bloccando i processi di sviluppo della città – ha spiegato Massimo Prontera, presidente dell’Ordine degli Architetti. Ci sono, poi, una serie di situazioni sulle quali non abbiamo contezza.

Ad esempio il concorso di idee sulla riqualificazione della Città Vecchia. L’iter di Invitalia, partito quasi un anno fa, doveva chiudersi a fine 2016 ma è stato prorogato fino a marzo. I progetti, ovviamente, non potranno essere cantierizzati subito ma si avvierà una fase di discussione che, verosimilmente, andrà avanti per mesi». Situazione di impasse anche per ciò che attiene il nuovo piano urbanistico generale «che l’amministrazione Stefàno non ha più preso in considerazione. A questo punto è facile immaginare che anche la nuova amministrazione comunale non potrà procedere subito alla sua approvazione perchè dovrà prima capire come muoversi. Allo stato attuale, quindi, dobbiamo continuare a confrontarci con uno strumento urbanistico vecchio di 40 anni.

In questo modo – sostiene Prontera – non si può dar vita ai processi di rigenerazione della città. Se manca l’investimento pubblico, viene meno anche quello privato. Una situazione di stallo che, oltre al piano urbanistico generale, riguarda anche il piano delle coste ed il piano Salinella. C’è incertezza anche riguardo al bando sulle periferie dove la proposta del Comune si è classificata al 50° posto, quindi bisognerà attendere un’altra tranche di finanziamenti per realizzare i progetti che rientrano nella proposta per le periferie». A indispettire gli architetti anche il ruolo sulla città «assolutamente sovrabbondante» di Invitalia che «continua ad occupare spazi fisici e tecnici su più argomenti. Oltre al concorso di idee per la Città Vecchia, infatti, pare che tecnici di Invitalia siano in procinto di arrivare a Taranto per valutare la progettazione degli interventi per Palazzo Troilo e Palazzo Carducci. La progettazione strategica non può essere gestita da soggetti terzi al territorio».

Nel mirino dell’Ordine degli Architetti anche i bandi di gara. «Ora siamo molto attenti alla regolarità dei bandi e, in alcuni casi, le amministrazioni recepiscono le nostre sollecitazioni. Purtroppo continuiamo a riscontrare una serie di criticità a Taranto come in provincia». «All’amministrazione Stefàno – spiega Prontera – abbiamo aperto un credito come mai fatto prima. Noi, così come tutto il mondo economico e sociale della città, abbiamo riconosciuto che era il momento di supportare il Comune a prescindere dal colore politico, perchè le condizioni del momento lo richiedevano, visto che bisognava affrontare la fase di defaulti, prima e di post-dissesto poi. Eravamo tutti ben disposti a supportare questa amministrazione ma oggi dobbiamo riconoscere che, di tutta quella collaborazione e partecipazione ai tavoli, non abbiamo visto risultati tangibili». Guardando al futuro, invece «la prossima amministrazione non avrà la stessa apertura di credito perchè non possiamo più permettercelo.

Saremo sicuramente parte in causa in questa campagna elettrorale, ovviamente non direttamente perchè non ci compete, piuttosto chiedendo a tutti i candidati in campo di confrontarci. Valuteremo in modo assolutamente laico ed ognuno di noi si farà la propria idea. Questa volta saremo molto attenti a chi chiederà la nostra fiducia per governare la città. Gli interessi che Taranto sta calamitando e le tante occasioni economiche che potrebbero concretizzarsi hanno bisogno di persone che abbiano competenze necessarie a coglierle. Negli ultimi 10 anni il territorio è rimasto pressochè immobile. Le colpe non sono esclusivamente del Comune ma da questa Amministrazione ci saremmo aspettati almeno una visione di città che non si è neanche tentato di avviare».

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