13 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 08:02:35

Cronaca

Blitz antiusura “Vecchia Lira 2”, chieste otto condanne. I nomi

Pesanti le richieste del Pubblico ministero Giovanna Cannarile


Chieste condanne fino a 15 anni per il processo “Vecchia Lira 2”.

Nel processo con l’abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup del tribunale di Taranto il pm dott.ssa Giovanna Cannarile ha chiesto 15 anni di reclusione per Nicola Guarini 53enne di Crispiano; 12 anni e mezzo per Angelo Caracciolo, 35enne di Crispiano; 10 anni per Vincenzo Carone, 54enne di Palagiano; 8 anni e 8 mesi per Massimo Carucci, 42enne di Crispiano; 6 anni e mezzo per Antonio Locorotondo, 35enne di Crispiano; 4 anni e 8 mesi per Angelo Ammirato, 32enne di Statte; 3 anni per Alessio Rodio, 30enne di Crispiano; 3 anni e 8 mesi per Laura Fanelli, 40enne di Taranto.

Nella udienza di ieri mattina gli avvocati Maurizio Besio e Gianluca Mongelli hanno chiesto l’assoluzione per la loro assistita, Laura Fanelli, per insussistenza degli indizi di colpevolezza. Nel collegio di difesa anche gli avvocati Gaetano Vitale, Fabrizio Lamanna, Andrea Silvestre, Giancarlo Catapano, Pietro Putignano, Armando Pasanisi, Giancluca Fumarolae Manuela Stallo. Meno di un anno fa il blitz dei carabinieri che sgominò un gruppo dedito ai reati di usura, tentata estorsione e spaccio di stupefacenti.L ’operazione è nata dagli sviluppi di una prima indagine condotta, verso la fine del 2014, sempre dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Massafra.

Nella prima operazione “Vecchia Lira”, il 12 dicembre del 2014, erano stati arrestati Vincenzo Carone, Nicola Guarini, Angelo Caracciolo e Massimo Carucci che avevano costituito un’associazione dedita all’usura e alle estorsioni, per recuperare i crediti vantati nei confronti di piccoli imprenditori, in stato di bisogno, di Palagianello e Massafra. Nel corso delle indagini era stata poi scoperta una attività di spaccio di stupefacenti messa in atto da Nicola Guarini, dal genero Antonio Locorotondo, da Angelo Caracciolo e da Alessio Rodio, gli ultimi due secondo l’accusa addetti allo spaccio al dettaglio a Crispiano e al confezionamento delle dosi di cocaina e hashish. Numerosi gli episodi di detenzione e spaccio di droga registrati nel corso delle attività di intercettazione. I pusher per eludere eventuali controlli utilizzavano frasi criptiche del tipo: “prendiamo un caffè” – “un biglietto della curva” – “ho la focaccia” – “un aperitivo” – “ti devo dare un po’ di carne” – “sono rimasto senza benzina” – “giocare a calcetto”.

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