Cronaca

Esplode il caso Italcave. Via libera all’ampliamento

De Gregorio e Cristofaro: esposto alla Procura e bordate a Pd e Borraccino


Strada spianata, tra polemiche ed esposti alla Procura della Repubblica, all’ampliamento dell’attività estrattiva di Italcave.

Il 18 ottobre scorso, infatti, la conferenza di servizi, convocata dalla Provincia per la procedura di valutazione dell’impatto ambientale, ha rilasciato parere favorevole. Poco più di un mese dopo, il 29 novembre, la giunta comunale presieduta dal sindaco Francesco Andrioli ha approvato l’atto di indirizzo per gli interventi che dovrebbero essere realizzati per compensare l’impatto ambientale delle attività di Italcave. L’intervento previsto dalla giunta è quello della riqualificazione e ristrutturazione del teatro naturale all’aperto di Leucaspide e delle aree a verde nelle adiacenze della gravina.

Era stata proprio la conferenza di servizi a prevedere gli interventi compensativi da chiedere a Italcave. Fra questi anche l’installazione di una rete di monitoraggio del Pm10 e del Pm 2,5, della quale ad oggi non si ha notizia. La vicenda, tuttavia, appare piuttosto controversa. Alla conferenza di servizi del 18 ottobre il sindaco Andrioli aveva espresso parere favorevole «a condizione che l’impianto sia in esercizio a condizioni che tutelino la salute dei cittadini». Ma in precedenza più volte il dirigengte del Settore Ambiente del Comune, l’ingegner Mauro De Molfetta, aveva messo per iscritto il suo parere negativo, sulla base del piano di caratterizzazione ambientale dell’intero territorio comunale disposto dalllo stesso Comune nel 2014 e concluso nel dicembre del 2015.

Gli esiti, scriveva il dirigente comunale il 4 dicembre del 2015, «mostrano un diffuso quadro di contaminazione ambientale». In particolare, «le aree contermini» a quelle interessate all’ampliamento dell’attività estrattiva, «risultano contaminate da Berillio, Cr, Ipa e Pcb, per effetto di diversi superamenti delle Csc (concentrazione soglie contaminazione, ndr)». «Aree contaminate – scriveva ancora l’ingegner De Molfetta – sulle quali peraltro è stata redatta l’analisi di rischio sito specifica che ha evidenziato l’esistenza di rischio sanitario cancerogeno non accettabile». Concetti espressi dal dirigente anche in una nota congiunta del 27 aprile 2016 firmata insieme all’allora sindaco Angelo Miccoli. Anzi, Miccoli e De Molfetta avevano rincarato la dose, spiegando che «l’attività mineraria viene eseguita attraverso il passaggio dei mezzi, all’interno della cava, sui terreni ricoperti di agenti inquinanti» e questo passaggio finisce per movimentare «la superficie e, di conseguenza, anche i predetti agenti a loro volta dispersi nell’aria».

Sindaco e dirigente precisavano, inoltre, che «l’area inquinata è di notevolissime dimensioni ricompresa all’interno di una superficie di proprietà Italcave per centinaia di ettari». Da qui il «parere sfavorevole all’iniziativa in quanto ambientalmente non compatibile». Un giudizio netto, confortato dal parere rilasciato dall’Arpa nella conferenza di servizi del 18 ottobre. Il direttore del servizio territoriale dell’agenzia per l’ambiente, Vittorio Esposito, confermava «la valutazione tecnica sfavorevole, essendo il bilancio ambientale dell’intervento proposto negativo e non riequilibrato da congrue misure di compensazione ambientale».

L’Arpa aveva inoltre aggiunto che il parere del professor Petruzzelli, del Comitato tecnico provinciale, «non supera le criticità rappresentate dall’agenzia». Parere che evidentemente non sono stati sufficienti a convincere la nuova giunta comunale che invece, come detto, ha dato via libera, come intervento compensativo, alla riqualificazione del teatro naturale Leucaspide. Una singolarità: a votare a favore della delibera di giunta è stato anche l’ex sindaco Angelo Miccoli, oggi assessore all’ambiente, che l’anno scorso, da primo cittadino, aveva sottoscritto il giudizio negativo del dirigente De Molfetta.

Il caso promette sviluppi. I consiglieri comunali Luciano De Gregorio ed Emanuele Cristofaro annunciano un esposto alla Procura della Repubblica. Intanto è innescata la bomba politica interna al Pd e al centrosinistra. De Gregorio, che è esponente del Pd, «invita lo stesso partito, a tutti i livelli, ad una sorta di approfondimento per ciò che concerne non solo la procedura in corso, ma la stessa richiesta avanzata, legittimamente, dalla società Italcave, legata all’ulteriore conferimento di rifiuti». Stilettata anche a due consiglieri regionali: a Mino Borraccino, «il quale vede nell’attuale amministrazione di Statte due suoi alleati: il vicesindaco Mina Luccarelli e il consigliere Daniele Andrisani, presidente della commissione ambiente»; a Donato Pentassuglia «sostenitore» dell’amministrazione comunale stattese.

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