Cronaca

Trivelle nel Golfo, il sì del Ministero

Autorizzati gli studi della Shell


Il Ministero dell’Ambiente ha dato via libera alla Shell per esplorare il Mar Ionio alla ricerca di giacimento petroliferi.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, le autorizzazioni ministeriali riguardano «Ragusa per una prova di estrazione con tre pozzi, approvate le procedure per gli storici giacimenti Clara e Bonaccia in Adriatico, nel mar Ionio via libera ambientale allo studio sotto il fondale al largo di Crotone e in una vasta area al centro del golfo di Taranto». Le ricerche della Shell non si fermano qui, perché le attenzioni della multinazionale sono puntate soprattutto sulla Basilicata, nelle aree de La Cerasa e Pigneto. Sempre secondo quanto riferisce il quotidiano economico, «per ascoltare il sottosuolo alla ricerca di risorse la Shell adotterà una tecnologia nuova, “passiva”, che non arreca disturbo».

Si tratterebbe di una tecnologia basata sui «geòfoni», cioè piccoli sensori d’ascolto che non dovrebbero avere impatto sull’ambiente. Se i sondaggi dovessero dare esito positivo, la Shell «continuando il dialogo con le istituzioni nazionali e locali nel pieno rispetto della legge, del territorio e dei suoi abitanti presenterà una specifica valutazione di impatto ambientale per ciascuna delle fasi successive di esplorazione previste nel programma lavori». Già dal 2009 la Shell aveva chiesto di poter studiare le rocce dei fondali del golfo di Taranto, ma esattamente un anno fa la Shell aveva reso noto di voler abbandonare i due miliardi di investimenti previsti per la ricerca di giacimenti nel golfo di Taranto. Poi, probabilmente a causa del flop del referendum antitrivelle, le società interessate alle trivellazioni devono aver rivisto i loro programmi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche