01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Arsenale, «In mensa scamorze avvelenate»

La denuncia dei sindacati


Incubo latticini ‘avvelenati’ nella mensa dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto.

Una lettera al direttore dell’Arsenale, contrammiraglio Salvatore Imbriani, al comandante del Comando Marittimo Sud, ammiraglio di Divisione Eduardo Serra, ed al Comlog ammiraglio di Squadra Raffaele Caruso è stata inviata dalle sigle della Funzione pubblica dei sindacati confederali. Nel documento, inviato anche nelle redazioni, Grazia Albano (Fp Cgil Difesa), Arcangelo Durante (Cisl Fp) e Gaetana Pisarra (Uil Pa) chiedono chiarimenti dopo “essere venuti a conoscenza che le scamorzine fornite alla mensa aziendale” da una ditta esterna “sono state sottoposte, a cura del Laboratorio Sca, nei giorni 5 e 27 dicembre 2016, ad analisi chimiche e microbiologiche”.

L’esito degli esami, pervenuto alla direzione il 23 dicembre, e alla commissione amministratrice mensa e agli rls il 10 gennaio, non sarebbe stato confortante. Nella lettera i sindacalisti scrivono che sarebbero “emersi alcuni valori non conformi e superiori al limite previsto dalla normativa vigente (presenza del batterio Listeria)”. Albano, Durante e Pisarra scrivono ancora che “la ditta forniva burro e latticini all’Arsenale di Taranto dal mese di giugno e che anche le scamorze del 5 dicembre – quelle analizzate – sono state distribuite (si ignorava l’esito); che certamente alcuni dipendenti hanno portato a casa la propria razione alimentare; che in passato non vi erano mai state analisi sulle derrate alimentari, nè sappiamo se sono sottoposti ad esami i prodotti delle altre mense degli Enti della Marina Militare a Taranto”.

Ancora, Cgil, Cisl e Uil spiegano che “l’infezione da listeria può manifestarsi sotto due forme: quella che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione, che provoca diarrea e/o gastroenterite acuta, e quella invasiva, ‘sistemica’, che può comportare encefaliti e meningiti, e forme acute di sepsi. In questo secondo caso, tra l’ingestione del cibo contaminato e la manifestazione dei sintomi, può passare un mese, ma in alcuni casi si può arrivare anche a tre mesi”. Viene notato dalle tre sigle sindacali che “la listeriosi rientra nel gruppo di malattie per le quali sono stati stabiliti sia negli Stati Uniti che in Europa reti di sorveglianza sulla sicurezza alimentare, con obbligo di denuncia (dal portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica) e che “relativamente al grave episodio, nello Stabilimento non vi è da parte della Direzione, alcuna comunicazione ufficiale ai lavoratori”.

Da qui la richiesta alla stessa Direzione su possibili indagini cliniche sui lavoratori, su quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti della ditta fornitrice e se siano stati informati gli organismi sovraordinati e gli Enti Difesa del territorio, per evitare che altre mense militari possano utilizzare questi elementi e se il risultato delle analisi è stato segnalato ai Nas, “anche al fine di individuare la cause ed eventuali responsabilità che hanno dato origine a tale deterioramento dell’alimento”.

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