Cronaca

I sindacati lanciano l’allarme: «L’Ilva non riparte»

La Fim Cisl: tra i lavoratori c’è grande preoccupazione


«Vogliamo conoscere qual è la strategia dell’Ilva per rilanciare la fabbrica». A chiederlo a gran voce alla struttura aziendale sono i Rappresentanti sindacali unitari della Fim Cisl di Taranto che, insieme all’esecutivo e al coordinatore Rsu, questa mattina, hanno inviato ai commissari dell’Ilva una richiesta di chiarimenti su “ordini al reparto Produzione lamiere (Pla)”.

In particolare la Fim Cisl denuncia come «nonostante fosse stato più volte segnalato, “rumors” di reparto ci comunicano che il continuo slittamento della ripresa del reparto Pla 2 sia dovuto ad una precisa volontà di non prendere nuovi ordini e di sospendere quelli in essere». Dalle notizie in possesso della struttura Fim Cisl di fabbrica, un pezzo dello stesso reparto (Sidercomit) è costretto a fermarsi per mancanza di “vernice”, perché troppo costosa. «A seguito della denuncia dei giorni scorsi, relativa ai continui sprechi in fabbrica durante questa gestione – spiegano dalla Fim Cisl – ci sembra paradossale parlare di costi di materiale da lavoro e, ancor peggio, di sospensione di ordini. Dallo stesso reparto avevamo avuto notizie più confortanti: avrebbero rimesso in marcia gli impianti, grazie alle commesse acquisite per il 2017.

La preoccupazione cresce, poiché proprio la ripartenza del Pla avrebbe permesso di alimentare i Tubifici, fermi da molti mesi». Considerato il clima di forte incertezza, la Fim Cisl ha interrogato i commissari, con la speranza di avere adeguate e celeri risposte rispetto alla problematica evidenziate.

LAGHI: OFFERTE ENTRO L’8 FEBBRAIO – «Le offerte» sull’Ilva «saranno presentate auspicabilmente entro l’8 febbraio. Il termine, è stato proposto da noi alle cordate concorrenti e non è perentorio. Può quindi essere prorogato». Così il commissario straordinario dell’Ilva Enrico Laghi in audizione in commissione bilancio in merito alla procedura di cessione dell’Ilva. «Dalla presentazione delle offerte – ha spiegato – la fase di aggiudicazione durerà 30 giorni». L’effettivo trasferimento dei complessi aziendali è previsto «fra settembre e ottobre».Sui conti dell’Ilva Laghi ha detto che migliora l’Ebitda (margine operativo lordo) del siderurgico: la società ha chiuso il 2016 con un ebitda a -220 milioni, in miglioramento rispetto al rosso da 557 milioni del 2015.

In miglioramento anche il fatturato: passato dai 2,1 miliardi del 2015 ai 2,2 miliardi del 2016. In crescita la produzione che ha raggiunto i 5,8 milioni di tonnellate con un aumento del 23% rispetto al 2015. Cresce anche lo spedito con 5,5 milioni di tonnellate, in crescita del 17%. «Finora – ha aggiunto – abbiamo realizzato interventi per 320 milioni e abbiamo ordinativi per 800 milioni di euro questo significa che l’Ilva ha le risorse sufficienti e quindi “arriviamo a coprire il piano ambientale che stiamo eseguendo. Entro il mese di giugno – ha ancora detto – consegneremo le aree sequestrate che potranno essere quindi dissequestrate».

CAPRISTO: TERREMO I FARI ACCESI – Dopo i patteggiamenti che la Procura di Taranto ha raggiunto con le società coinvolte nelle vicende dell’Ilva “la Procura di Taranto non smetterà di tenere accesi i riflettori sull’Ilva”. Lo ha detto il nuovo procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo sentito in commissione bilancio alla Camera. Capristo, entrato nelle sue funzioni 8 mesi fa, ha rinforzato 10 giorni fa la task force di controllo impegnata sull’Ilva. “Mi assumo la responsabilità dei patteggiamenti (quello con Ilva in Amministrazione Straordinaria e quelli con Riva Forni e Riva Fire da poco in liquidazione). Il patteggiamento riguarda solo le società e non le posizioni individuali” ha aggiunto Capristo sottolineando che una volta diventata esecutiva la sentenza di patteggiamento: “questa sentenza si potrà essere usata in sede civile per i risarcimenti”.

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