04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

Anche gli avvocati al massimo ribasso

Una ricerca a chi offre di meno e il round al Tar vinto dai professionisti


Avvocati

Anche la professionalità degli avvocati rischia di essere (s)valutata al “massimo ribasso”.

Questo almeno è il criterio di aggiudicazione utilizzato dal Comune di Racale per affidare il servizio legale ad un professionista esterno. Gli avvocati però sono riusciti a porre un argine, vincendo il primo round al Tar grazie al ricorso proposto dall’Ordine degli Avvocati di Lecce (con l’avvocato Luciano Ancora), dalla Camera Amministrativa di Lecce, Brindisi e Taranto (con gli avvocati Luciano Ancora e Giuseppe Misserini), l’Associazione Italiana dei Giovani Avvocati di Lecce (con l’avvocato Guglielmo Napolitano) e dagli avvocati Valeria Pellegrino, Luciano Ancora, Guglielmo Napolitano, Cosimo Rampino e Vincenzo Caprioli.

Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva. La vicenda: a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti pubblici (d.lgs. 50/2016), il comune di Racale (Provincia di Lecce) ha emesso un bando di gara per l’affidamento, ad un avvocato, del servizio giuridico-legale per la durata di un anno e per un corrispettivo a base d’asta di euro 18.000,00. Questo, in particolare, il servizio da affidare: la gestione del contenzioso (rappresentanza in giudizio, patrocinio legale, assistenza e difesa in tutte le controversie attive passive dell’ente nei giudizi civili, del lavoro, amministrativi e contabili, compresi procedimenti speciali, monitori, di opposizione etc., di competenza del giudice ordinario e delle magistrature speciali) e il supporto giuridico-legale ai vari uffici dell’ente anche con la resa di pareri scritti in merito alla correttezza degli atti e/o delle procedure da adottare per questioni di particolare importanza a tutela dell’Ente e ai fini della prevenzione del contenzioso.

Lo stesso bando prevedeva che il servizio legale sarebbe stato prestato presso lo studio del professionista, il quale avrebbe assicurato la sua presenza presso il comune per almeno un giorno a settimana, nonché ogni volta che l’amministrazione lo avrebbe ritenuto necessario. Come criterio di aggiudicazione, il Comune prevedeva quello del massimo ribasso sul corrispettivo a base d’asta. Di qui l’impugnazione davanti al Tar di Lecce. In particolare, è stata contestata la qualificazione della prestazione professionale legale in termini di “servizio legale”, nonché, in ogni caso, la possibilità che l’individuazione dell’avvocato possa avvenire con il criterio del massimo ribasso offerto sulla base d’asta. Il Tar Lecce, con ordinanza n. 21/2017, ha accolto la sospensiva ritenendo, in particolare, che i contenuti del servizio in questione non sembrino rientrare nelle ipotesi disciplinate dall’art. 95, co. 4, del d.lgs. 50/2016, per le quali può essere utilizzato il criterio del massimo ribasso.

Infatti, ai sensi del citato art. 95, il criterio del minor prezzo può essere utilizzato, esclusivamente, per i servizi con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato, ovvero per i servizi sotto-soglia caratterizzati da elevata ripetitività, caratteristiche, queste, certamente non possedute dal servizio legale di difesa e di assistenza. Dunque, al fine di garantire un sano confronto competitivo fra gli avvocati nonché la qualità della prestazione professionale, pare di tutta evidenza come il criterio di aggiudicazione del servizio legale debba necessariamente privilegiare, avuto riguardo alla natura delle prestazioni, il profilo curriculare del professionista o dello studio legale, con specifico riferimento all’esperienza e alla specializzazione nello specifico settore cui afferisce l’esigenza consulenziale dell’amministrazione aggiudicatrice.

Peraltro, la soluzione seguita dal Tar Lecce, oltre ad assicurare l’interesse pubblico all’individuazione del “miglior avvocato” fra quelli concorrenti, consente di evitare quella che ben può essere definita come una vera e propria “corsa al ribasso” sui compensi professionali, “corsa al ribasso” inconfutabilmente in contrasto con il decoro della professione di avvocato e con l’interesse degli stessi enti pubblici alla qualità del delicato e strategico “servizio legale”.

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