Cronaca

Tangenti alla Marina Militare, l’imprenditore Giovanni Perrone: Ho pagato

Caso Di Guardo, l’interrogatorio del noto commerciante


“Ho pagato ma sono estraneo al sistema”. Il noto imprenditore Giovanni Perrone, difeso dall’avvocato Salvatore Maggio, ha ammesso dinanzi al gip, dott.ssa Valeria Ingenito, di aver pagato 6mila euro per una fornitura di scarpe del valore di 60mila euro ma si è detto estraneo al giro illecito.

“Conosco di vista gli altri indagati ma non ho avuto mai a che fare con loro. I 6mila euro li ho consegnati direttamente al comandante Di Guardo” ha aggiunto Perrone. Il capitano di vascello Giovanni Di Guardo ex comandante della base di Maricommi di Taranto si è avvalso della facoltà di non rispondere. La sua compagna Elena Corina Boicea, ha invece respinto ogni addebito.

Entrambi sono difesi dall’avvocato Luca Balistreri. Non ha risposto alle domande del gip anche l’imprenditore Vitantonio Bruno, assistito dall’avvocato Gaetano Vitale. Stamattina interrogati anche Valeriano Agliata, difeso dagli avvocati Gaetano Vitale e Ylenja Lucaselli e Marcello Martire, difeso dall’avvocato Enzo Sapia. Con l’operazione Backhander (bustarella) nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito nove provvedimenti restrittivi (otto in carcere e uno ai domiciliari). L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. Avrebbero realizzato un cartello di imprese collegate tra loro per pilotare l’assegnazione a loro favore di tutti gli appalti gestiti dalla direzione di Maricommi. Avrebbero lavorato per tagliar fuori le ditte concorrenti e per intascare profitti per 4 milioni di euro. Le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip, dott.ssa Valeria Ingenito, su richiesta del sostituto procuratore, dottor Maurizio Carbone.

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