25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

L’ospedale Moscati è centro d’eccellenza

Il Programma Trapianto Staminali ottiene il riconoscimento europeo


Il Programma Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto ha ottenuto una prestigiosa certificazione, a livello europeo, da parte del Centro Nazionale Trapianti/Centro Nazionale Sangue.

Un riconoscimento che va soprattutto all’equipe del dottor Patrizio Mazza che dirige la Struttura di Ematologia del nosocomio e coordina da anni il programma trapianti. L’elenco delle attività dell’ospedale tarantino, nello specifico ambito, è ora visibile sul sito web del Centro Nazionale ed è già stato trasmesso alla Commissione Europea, per l’inclusione nel registro dei centri accreditati.

La certificazione è stata attribuita per le attività di valutazione e selezione del donatore, per la raccolta di cellule staminali emopoietiche, per la loro processazione e conservazione e infine per la loro distribuzione. La notizia è stata diffusa questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, presso l’Auditorium del presidio ospedaliero. Il trapianto di staminali produttrici di cellule del sangue è il prezioso strumento attraverso il quale si ottiene la guarigione da gravi malattie come leucemie, linfomi e mielomi. E’ praticato anche per combattere patologie autoimmuni quali la talassemia e le aplasie midollari. Il primo trapianto di midollo è stato realizzato negli anni Sessanta, negli Stati Uniti d’America. Inizialmente possibile solo in coloro che avevano un fratello o una sorella compatibili, è oggi realizzabile anche da donatore non consanguineo compatibile. Gli otto milioni di donatori disponibili in tutto il mondo rendono possibili le cure per l’80% dei pazienti.

La Commissione inviata dall’organismo europeo a Taranto ha stabilito che il centro del Moscati ha i requisiti qualitativi per effettuare il trapianto di cellule staminali, garantendo la massima sicurezza per il paziente. I donatori presenti nella banca internazionale possono dunque essere messi a disposizione del Centro ematologico tarantino, opzione che moltiplica le possibilità di guarigione anche per quei pazienti che non hanno un donatore in famiglia.

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