31 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 31 Ottobre 2020 alle 15:37:55

Cronaca

Blitz nella notte, arrestate 18 persone. Passato al setaccio il quartiere Paolo VI. Foto e video

E' scattata l'operazione Pontefice contro il traffico di droga


La droga arriva da Scampia il quartiere di Napoli ritenuto la più grande piazza di spaccio d’Europa e dal quartiere Japigia di Bari.

I carabinieri hanno messo ko un gruppo di pusher tarantini che spacciava in gran parte dei quartieri della città. Diciotto gli arresti (dieci in carcere e otto ai domiciliari). Il blitz è stato denominato “Pontefice” in relazione alla centralità del quartiere Paolo VI che prende il nome dall’omonimo Papa. All’alba di oggi i militari del Reparto operativo del comando provinciale coadiuvati dai loro colleghi delle Compagnie di Taranto e da quelli dei Comandi Provinciali di Napoli e Bari, con il supporto di un elicottero del 6° Nucleo Bari Palese ed unità cinofile antidroga ed antiesplosivo del Nucleo cinofili di Modugno, hanno notificato 18 provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Lecce, d.ssa Antonia Martalò, su richiesta del pm antimafia, dottor Alessio Coccioli.

Le indagini, avviate nel mese di maggio del 2013 dai carabinieri del Nucleo investigativo coordinati dalla Dda salentina, hanno fatto luce su un traffico di droga sull’asse Napoli-Bari-Taranto. Grazie a servizi di appostamento e pedinamento, a riprese filmate e e a intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno sgominato tre gruppi che gestiva un lucroso traffico di cocaina, marjuana (anche della qualità “amnèsia” ad elevatissimo principio attivo, assai commercializzata a Scampia), eroina e hashish. Lo stupefacente veniva immesso sulla piazza di Paolo VI, da cui si rifornivano numerosi tossicodipendenti provenienti dall’intera provincia , dalla provincia di Brindisi e dalla Basilicata. Il denaro veniva utilizzato per nuovi approvvigionamenti, oltre che per la retribuzione delle figure minori, quali custodi, corrieri, staffette e spacciatori al dettaglio, con 50 euro al giorno.

Il primo gruppo era diretto da Leonardo Ciaccia, 42enne sorvegliato speciale, con precedenti per associazione mafiosa, omicidio, stupefacenti ed armi che nell’ambiente criminale ed in particolare nel quartiere Paolo VI riveste un ruolo di rilievo, da Nicola Fago, 40enne con precedenti per stupefacenti, anche lui elemento di spicco della criminalità locale e dall’incensurato Ciro Boccasini, 53 anni.

La droga veniva acquistata a Scampia dalla coppia Franco Caianiello, 36enne con precedenti per stupefacenti e Assunta Edma Esposito, detta Susy, 40enne con precedenti di polizia, residenti nel quartiere Scampia di Napoli, contigui al clan camorristico “Abete” che opera nell’intera Campania e indicato come “scissionisti” dopo la rottura con i Di Lauro. Nell’ambito del gruppo tarantino, Angelo Fago, 36enne fratello di Nicola, con precedenti per stupefacenti, è accusato di essere responsabile dell’attività di spaccio sulla piazza tarantina, in particolare operando nella “base logistica” situata nel circolo ricreativo da lui gestito insieme al fratello, in via XXV Aprile, nel plesso residenziale denominato “Case bianche”. Proprio al piano superiore dello stabile, gli investigatori, durante le indagini hanno accertato l’esistenza di un locale apparentemente disabitato comunicante con il circolobiliardo a mezzo di un buco verosimilmente usato per scambio di dosi e di denaro.

Dopo le accuse mosse da Fago nei confronti di Boccasini, che peraltro è suo cognato, riguardanti ammanchi di droga e denaro, quest’ultimo ha dato vita a una scissione con ambizioni di egemonia intese ad aprire una piazza di spaccio di cocaina nel quartiere. Ha dato quindi vita ad un secondo gruppo associandosi con persone che gravitano attorno a Pasquale De Leonardo, 43enne con precedenti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e associazione mafiosa, referente per l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di coca proveniente dal canale barese.

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